Lettera del presidente nazionale dell’arci sugli gli eventi di Gerusalemme
Roma, 11 agosto 2006
Ai Comitati Regionali e Territoriali Arci
Ai componenti del Consiglio Nazionale Arci
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Cari compagni, care compagne,
avete probabilmente già appreso tutti dai telegiornali della tragedia che ha sconvolto i nostri campi di lavoro in Palestina.
Ieri sera a Gerusalemme è stato assassinato uno dei giovani volontari partecipanti al campo organizzato da Arci e Progetto Sviluppo della CGIL a Gerusalemme Est.
Angelo Frammartino, studente di giurisprudenza di Monterotondo in provincia di Roma, aveva 24 anni ed era un dirigente dei Giovani Comunisti attivamente impegnato nel movimento pacifista. E’ stato improvvisamente aggredito e accoltellato alle spalle da un gruppo di giovani, probabilmente arabi, mentre al termine del suo turno di lavoro passeggiava insieme ad alcune compagne nella zona di Gerusalemme Est.
Sono in corso indagini sulla dinamica dei fatti. La polizia israeliana ha subito parlato di un atto di terrorismo. Le testimonianze dirette delle nostre compagne ci parlano di un’aggressione improvvisa e del tutto immotivata, avvenuta in un contesto completamente estraneo alle attività del campo di lavoro. Certamente l’episodio è un sintomo preoccupante del clima gravissimo di malessere sociale, degrado e violenza che sta aggravandosi anche a Gerusalemme.
Il gruppo di Angelo stava per concludere la propria attività e sarebbe rientrato in Italia fra due giorni. Per quindici giorni ha svolto attività di animazione per i bambini e gli adolescenti dei quartieri arabi di Gerusalemme est in collaborazione con il centro “Torre del fenicottero”, una Ong palestinese con cui collaboriamo da anni. Le attività del campo si sono svolte regolarmente e niente lasciava presagire la tragedia di ieri sera.
Siamo costernati, e il nostro pensiero in questo momento va anzitutto ad Angelo, giovane impegnato per la pace e la nonviolenza, vittima innocente del clima di odio e di violenza che sta ormai travolgendo il Medio Oriente. Ci stringiamo alla famiglia di Angelo, ai genitori, alla sorella, ai suoi amici nel dolore insopportabile per questa morte ingiusta.
Assieme alla Cgil, siamo in costante contatto con i nostri compagni in Palestina e col Ministero degli Esteri per seguire l’evolversi della situazione. Abbiamo deciso di anticipare il rientro di tutto il gruppo, che sarà già questa sera nuovamente in Italia. Al tempo stesso abbiamo annullato la partenza del secondo gruppo, che avrebbe dovuto raggiungere domenica prossima Gerusalemme per proseguire le attività.
Per continuare a seguire la situazione resteranno ancora alcuni giorni a Gerusalemme la nostra Anna Bucca e Sergio Bassoli della Cgil. Non sappiamo ancora – a causa degli inevitabili problemi burocratici – quando potrà rientrare in Italia la salma e quando ci saranno i funerali di Angelo.
Vi terrò informati con successive comunicazioni.
Un caro saluto
Il presidente nazionale
Paolo Beni









