Le Singe Blanc in concerto
NB: il concerto era previsto per lunedì 12 ed è stato anticipato a domenica 11.
Le Singe Blanc sono un trio nato a Metz (Francia) nell’autunno del 2000. Proponendo sonorità anti-pop, accompagnate da testi intensi e accattivanti con folate energiche di basso e batteria, la band perlustra da anni l’intera Europa. Il loro nuovo album “STRACK!” pubblicato nel 2006 sta raccogliendo recensioni entusiaste. Ad esempio:
“Facile che il mefistofelico Les Claypool se la ghigni di gusto ascoltando questo terzetto francese di Metz: bastano davvero poche battute per realizzare come e quanto i tre abbiano messo a frutto la lezione dei suoi Primus.
Tempo del resto ne hanno avuto più che a sufficienza, visto che ormai sono sette anni che vanno battendo locali e squat disseminati in tutta Europa e l’eco delle loro pirotecniche performance è arrivato fino in Giappone dove sono diventate delle piccole celebrità nell’ambiente hardcore.
“Strack!” è il loro terzo album e il suo programma tiene perfettamente fede all’onomatopea del titolo. Nel senso che trascinato dalle corde strappate di un basso incontenibile, il suono degli LSB pare sempre sul punto di deragliare in cacofonie free. Maneggiare con cautela: esplosivi.” (Rockerilla)
“Le Singe Blanc sono come un alpinista dispettoso che lancia il sasso (la loro musica) dalla cima della montagna. Le loro note sono tanto trascinanti quanto indefinibili, rock accattivante e travolgente, accompagnato da bordate funky e ritmiche deliranti dove il tutto risulta totalmente spontaneo e aggressivo.
Alla loro musica i Le Singe Blanc aggiungono parti vocali che vanno dal lirismo glam alla furia hardcore fino a degeneri quasi demenziali. In pratica a questi tre ragazzi francesi viene facilissimo mettere nei casini un povero recensore che provi ad inquadrarli. Mi riesce impossibile trovare anche dei termini di riferimento, i Le Singe Blanc non mi ricordano nessun gruppo, e questo direi che è un punto a loro favore.
L’unica cosa che posso fare è mettere il disco nello stereo, ascoltare e farmi violentare da questa incredibile carica sonora, la valanga musicale che genera questo trio di pazzoidi travolge con rabbia: sta all’ascoltatore non nascondersi e affrontarla”. (Rocklab)









