EVENTO SPECIALE: CYANN & BEN in concerto


Inserito da admin in Concerti il 3 aprile 2007

DALLA FRANCIA IN ESCLUSIVA. I Sotterranei sarà una delle pochissime tappe del tanto atteso tour italiano della band rivelazione dello scorso anno.

Vengono da Charleville-Mezieres, una fredda, grigia e piovosa provincia francese al confine con il Belgio famosa per aver dato i natali ad Arthur Rimbaud e si fanno chiamare Cyann & Ben ma non sono un duo, sono un gruppo vero e proprio. Nati nel 2001 e giunti al loro terzo lavoro, il primo sulla giovane ed interessantissima Ever Records (ora acquistata dalla più nota K7), la band ridefinisce in questo disco il proprio suono e raggiunge la piena maturità. Pensate ad una struggente miscela tra le infinite melodie dei Low, le eteree atmosfere dei Sigur Ros o dei Mogwai e la psichedelica bellezza del capolavoro Suondtrack To “More” dei Pink Floyd o dei Radiohead. Il tutto è deliziosamente arricchito dalla bellissima voce femminile di Cyann e da un indubbio gusto bohemian francese. Registrato a Parigi nei mitici Vogue Studios dove legioni di star francesi degli anni 60 e 70 hanno registrato i prodotti i propri album, “Sweet Beliefs” si annuncia come una delle realtà più interessanti dell’anno.

SWEET BELIEFS è un album epico ed insieme intimo, da un aspetto gallico alla sua maschera space rock aggiungendo una tanto necessaria grandeur romantica. La Parigi di CYANN & BEN non è quella che potreste vedere nel film Amelie, è sporca, è scura e stressante tanto quanto bella e SWEET BELIEF, con il suo multiforme ed ambizioso aspetto, suona tanto coinvolgente quanto irresistibile.

Dicono di loro:

“un lento uragano in movimento che strappa via il vostro lobo temporale” (Magnet)

“… un raro caso di musica “epica”, dove la bravura non supera la composizione, ma rimane sempre con essa.” (Pitchfork)

“Un paio di anni fa una piccola indie francese è riuscita a far parlare di sé sulle colonne virtuali di pitchforkmedia.com. Il gruppo che trainava la gooom revolution nell’autunno del 2004 erano gli M83, ma ai più attenti non erano certo sfuggiti i compagni d’etichetta Cyann & Ben, allora già con un paio di bei cd all’attivo.

Ora che i fuochi di quella piccola rivoluzione sembrano oramai spenti, giunge il terzo album del duo parigino diventato in questi anni un gruppo a tutti gli effetti. Oltre a Cyann (keyboard, vocal) e Ben (vocal, guitar), si sono aggiunti, infatti, in pianta stabile Charlie (drum, sampler, synth) e Loic (guitar, keyboard), già presenti in alcune canzoni di “Spring” (Gooom, 2001) e “Happy Like A Tree” (Gooom, 2004).

“Sweet Beliefs” si apre con “Words” un kraut-pop che farebbe morire d’invidia gli Stereolab: il pezzo parte scuro come la pece e sul finire esplode in un crescendo emozionante. Il brano seguente, “Sunny Morning”, è una lunga divagazione psichedelica che alterna momenti epici con chitarre elettriche tuonanti in primo piano ad altri più sognanti dove sono i suoni eterei dei sintetizzatori analogici a caratterizzare l’atmosfera. Jason Pierce alle prese con una cover dei primi Pink Floyd non saprebbe essere più lisergico.

L’omonima “Sweet Beliefs” getta sull’album un’aura malinconica degna del miglior Robert Wyatt. Solo con “In Union With…” la carica esplosiva del gruppo sembra rallentare mentre i suoni si dilatano in un’atmosfera che ricorda i paesaggi artici descritti dai Sigur Ròs. Senza soluzione di contuinità inizia “Guilty”e le scelte armoniche richiamo ancora una volta in causa il pop canterburiano degli anni ‘70 – rivisitato con un’attitudine figlia delle sperimentazioni di casa Constellation.

“Recurring” è una ballata folk immersa nel verde di una foresta scandinava. L’arpeggio di chitarra che introduce “Let It Play” sembra rubato al campionario degli svedesi Kent. La canzone poi esplode sotto muri di chitarre elettriche vorticose e cambi di tempo impetuosi proprio come nella maggior parte dei classici dei Mogwai. “Somewhere In The Light Of Time” è la quiete dopo la tempesta, sottolineata da una romantica frase di pianoforte. Per finire l’ennesima meraviglia di un disco incantato: “Sparks Of Love”, otto minuti di sali e scendi entusiasmanti.

L’alternanza delle voci, i continui cambi di atmosfera, la brillante produzione, la corposità dei suoni, i riferimenti alla migliore psichedelia inglese, e mille altre cose fanno di “Sweet Beliefs” uno dei dischi dell’anno.” (Roberto Mandolini – ONDAROCK)

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