LES SPRITZ in concerto
sabato, 20 febbraio 2010 - ore 23:00
Nati in Sicilia nel 2006. Minimali nelle strutture e radicali nel suono; trio strumentale chitarra/basso/batteria con sporadiche incursioni di tromba. Ricontestualizzazione di tendenze post punk (Minutemen/NomeansNO) attraverso il caleidoscopio angolare e geometrico del noise e della composizione libera.
Nel 2007 un EP da titolo “…to the Prior” (Salottino Records 2008), ottimamente recensito dalla stampa specializzata italiana ed estera.
Più di 50 live in Italia in ogni genere di posto, dagli squats ai locali, ai giardini degli amici.
Finalisti di Italia Wave Sicilia nel 2009. Ad aprile 2010 in uscita il secondo album ufficiale intitolato” Payaso”, contenente 9 brani, registrato da Sacha Tilotta (Three second Kiss e fonico live di Uzeda), già al lavoro con Tapso II, Io Monade Stanca e molti altri, masterizzato da Bob Weston (Shellac).
www.myspace.com/lesspritz
Rassegna stampa
Qui di seguito alcune delle numerose recensioni e articoli su Lez Spritz.
Impatto Sonoro
Grandissimi questi Les Spritz che dal 2006 ci deliziano con del rock’n’roll suonato bene e registrato ancora meglio, in modo grezzo come lo street più ghettizzato. I pezzi sono davvero suonati magnificamente, tanto che alla fine del settimo pezzo ho gridato “già finito?”, premendo play la seconda volta (cosa che personalmente mi succede di fare poche volte, soprattutto con demo o promo). Il suono è incredibilmente compatto e roccioso, degno di musica tale, raggiunto senza troppe difficoltà con qualche bella sparata punk-rock poco banale e molto trascinante. La ritmica stessa creata da basso e batteria è potente, non perde un colpo e scorre come un treno: sfuriate che non ci si aspetta, da pogo. La chitarra è distorta quanto basta, quella tipica distorsione psichedelica che da cd non crea muro sonoro mentre da live diventa una bomba mostruosa. La somiglianza con alcuni gruppi stoner è notevole, alcune canzoni ricordano addirittura gli Electric Wizard di “Dopethrone”, però i L.S. non mancano di originalità, trasmettono quel chè che non ipnotizza ma sveglia, pompa adrenalina di brutto. Registrato alla Salottino Prod. Recordings di Locri (mai nome fu più azzeccato!), …To The Prior è un ottimo album, lo consiglio a tutti quelli che cercano un po’ di underground italiano e che non si sono già del tutto commercializzati: gente, aprite le vostre menti sulle nuove leve italiane perché almeno dal punto di vista musicale non siamo il fanalino di coda dell’Europa!!!
Alessandro Bertolissi
Rockit.it
Un menu di chitarre vitaminiche condite con salsine, oli e spezie? Al naturale, se possibile.Dai sessanta del proto-punk ai novanta del suono asciutto e urlato. Si lascia affettare bene, questo secondo lavoro dei messinesi Les Spritz. E’ un dischetto veloce e sferzante, non privo di gusto sincero. Riff che ri-masticano qualche boogie già stuprato (allora) dagli Stooges e rigurgitano con istinto le lezioni di Steve Albini. Da “Turumpu” a “Frankie Banana” è un’ascesa/discesa a/da territori di post-chitarrismo strozzato e crunchy, appunti in dissonanza, dinamiche sfibrate da blues hardcoreggiante, accelerazioni ‘n’roll per nostalgia e piedino in movimento. Accatastamenti e (de)costruzioni che convincono anche se non suonano del tutto nuove. Sarà forse per le voci, che quando fanno capolino schizzano carisma, oppure per l’accanito e tritolante groove della macchina ritmica. Questo dischetto graffia e sanguina. Marco Verdi
Losing today
Primo EP ufficiale per i Les Spritz, a un anno e mezzo di distanza dal primo promo autoprodotto.
Per registrare questi sette pezzi, il trio messinese si è trasferito presso gli studi della Salottino
Recordings, in quel di Locri (a testimonianza che certi luoghi hanno da offrire molto più che titoli da cronaca nera…).
Nei venti minuti di durata globale del disco, il trio siciliano mette in mostra spigolose sonorità
riconducibili dalle tinte noise, post-hardcore, che in qualche parentesi sfumano in toni post-rock, tra Shellac e U.S. Maple, esplicitamente citati.Rispettati tutti i canoni del genere, a partire una sezione ritmica dominata dal classico basso caracollante, che si accompagna a chitarre urticanti in un disco che predilige la dimensione strumentale, lasciando solo episodicamente spazio ad una vocalità vagamente alienata.Brani che non si perdono in lungaggini, all’insegna di una efficace compattezza.Il compito di confezionare un disco ‘con tutti i crismi’, viene insomma svolto diligentemente, anche grazie a una tecnica discreta: a mancare è forse un approccio stilistico più incisivo,un contributo più deciso in termini di personalità e idee autonome, che impedisce al lavoro di essere nulla più che un breve e gradevole ascolto,lacuna tipica di quasi ogni gruppo agli esordi, che i Les Spritz hanno tutto il tempo di colmare. MARCELLO BERLICH
KATHODIK
“…to the prior” è un Ep, che, invece di precedere, segue l’uscita sulla lunga distanza di questo trio messinese, che in “Frankie Banana goes to the black sands” era orientato principalmente su sonorità più legate all’asse Blues Explosion/Stooges. In questo Ep, invece, I tre siciliani hanno deciso di virare verso il noise di chiara marca shellacchiana. Tuttavia, il passaggio non è traumatico, perchè proprio nel primo brano Strumentatio putris è ben presente il passaggio graduale dal punk-blues al noise, dato che il brano parte proprio come la Bleus Explosion più scarna e degli esordi, guarda caso prodotta da Steve Albini, per evolversi verso le chitarre taglienti dello stesso Albini. In questi sferraglianti venti minuti c’è spazio anche per la frenesia hardcore (Turumpu) e per il canto biascicato ed irruento in stile Jesus Lizard, come in Prader Willie. Molto bene per questi tre ragazzi e aspettiamo che si facciano produrre da Mr. Albini. Vittorio Lanutti
Musicaoltranza.net
Les Spritz è una band messinese ed il loro “… To the prior” (seminale già dalla copertina) è una vera e propria raffica di cattiveria e sano rock, come non lo si sentiva da un pò. Il punto di forza del trio è sicuramente riscontrabile nella base ritmica: tessuta da una batteria impeccabile, ed un basso suonato in maniera davvero particolare, mai banale e scontato. La letteratura delle chitarre si delizia delle ben celebri citazioni che viaggiano dagli più acidi, alla lezione del fedele. Voci urlate e rabbiose farciscono il tutto rendendolo più saldo e coeso.Da “Strumentatio putris” a “Prader Willie” è tutto un succedersi di ottimi episodi che lasciano ben sperare sul futuro del trio. A tratti la somiglianza con il recente e celebre si lascia sentire, ma a noi non dispiace. L’ennesima prova che il panorama alternative italiano non è da sottovalutare. Ascoltate “…To the prior” e vi sfido a non premere “play” per una seconda volta. Giuseppe Gioia
Circolo Arci “I Sotterranei”
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