Rifugiato eritreo: respinti dall’Italia, il governo mente.
Cnrmedia ha raggiunto telefonicamente uno dei rifugiati eritrei nel campo di prigionia di al Braq poco dopo la notizia della loro liberazione da parte del governo libico. si tratta del primo commento raccolto direttamente nel campo di prigionia subito dopo la notizia della liberazione.
«Abbiamo saputo stamattina della nostra liberazione – ha detto il prigioniero che si fa chiamare daniel – non vogliamo restare a lavorare in Libia perché questo paese non ci riconosce lo status di rifugiati politici e in qualsiasi momento potremmo essere deportati in Eritrea. Oltre cento di noi volevano raggiungere l’Italia e sono stati respinti dalle autorità italiane. Questo è bene che gli italiani lo sappiano. Non è vero quello che dice il vostro ministro (Maroni, ndr). noi chiediamo lo status di rifugiati politici. Siamo stati respinti dalla guardia costiera italiana senza che ci chiedessero i documenti. Più della metà di noi durante lo scorso anno ha cercato di venire in Italia ma è stata respinta dalla guardia costiera senza che neanche ci venissero chiesti i documenti. Poi abbiamo cominciato a girare di prigione in prigione e, alla fine, siamo arrivati ad al Barq. Da quando siamo stati respinti dalle autorità italiane abbiamo affrontato torture e percosse in ogni prigione dove siamo stati rinchiusi fino ad arrivare qui, nel deserto, in una condizione disumana».
articolo tratto da Unità.it









