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	<title>i Sotterranei - Circolo ARCI &#187; Sociale</title>
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	<description>Circolo ARCI</description>
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		<title>25 giugno a Leverano si festeggia la Giornata Mondiale del Rifugiato.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 10:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[SPRAR]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdi 25 giugno a Leverano P.ZZa Roma; Dibattiti, Musica, Video proiezioni, Aperitivo Multietnico. concerto dei RED HOT HOUSE SOUND SYSTEM, DEMOTIKA QUARTET, AFRICA SOUND SUD.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 4 aprile 2009 nel nostro territorio, su segnalazione del Servizio Centrale dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia) sono stati accolti 34 rifugiati. Uomini costretti a scappare dalle proprie case a causa di persecuzioni e guerre provenienti da: Somalia, Nigeria, Iraq, Siria, Eritrea, Ciad, Niger, Iraq, Afghanistan, Pakistan, ed Algeria. Nel nostro territorio hanno trovato un luogo sicuro per ricominciare a vivere e ricostruirsi una vita in sicurezza e dignità al riparo dalle minacce e dalla violenza. Ognuno di loro ha subito persecuzioni, violenze, ritorsioni. Hanno rischiato la vita per attraversare il deserto e il mare, vedendo molta gente morire, spinti solo dalla speranza di lasciarsi alle spalle anni di paure, povertà, guerre, dittature, torture. Oggi, grazie al progetto SPRAR, hanno potuto imparare l’italiano, integrarsi e trovare una casa e un lavoro. In ognuno di loro, la paura ha lasciato spazio alla speranza.<br />
Ricorderemo la giornata mondiale del rifugiato attravesro le testimonianze di rifugiati provenienti dall&#8217;iraq, dalla Somalia, dall&#8217;Afghanistan.</p>
<p>Durante la serata grazie alla collaborazione con l&#8217;Associazione AltroRitmo si esibiranno i gruppi musicali:</p>
<p>RED HOT HOUSE  Sound System</p>
<p>DEMOTIKA QUARTET,  QUARTETTO DELLA DEMOTIKA ORCHESTER COMPOSTO DA ALCUNI TRA I MIGLIORi MUSICISTI SALENTINI.</p>
<p>http://www.mescalina.it/demotika-orkestar</p>
<p>ALESSANDRA CAIULO,GIANLUCA MILANESE, OVIDIO VENTUROSO, MASSIMO DONNO)</p>
<p>(AFRICA SOUND SUD Africa Raggae sound)</p>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mZ23pb2Pr_s&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/mZ23pb2Pr_s&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><cite>www.myspace.com/<strong>africasoundsud</strong></cite></p>
<p>Verrà proiettato il documentario INDIETRO NON SI TORNA realizzato da Melting Pot sui respingimenti e sul diritto d&#8217;asilo.<br />
I benficiari del progetto offriranno un aperitivo multietnico a base di cous cous realizzato in vari modi.</p>
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		<title>Il 20 giugno 2010: Giornata Mondiale del Rifugiato. Speakers’ corners a GALATINA</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 16:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ARCI in Piazza Il 20 giugno a Galatina per la "Giornata Mondiale del Rifugiato".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20 giugno 2010, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, l&#8217;ARCI sarà presente in 20 piazze italiane per parlare di diritto d&#8217;asilo attraverso la voce dei protagonisti. Saranno allestiti, per l&#8217;occasione, degli speakers&#8217; corners, dei piccoli palchi da cui i richiedenti e i titolari di protezione internazionale potranno alternarsi e raccontare la propria esperienza liberamente e senza censure. Per accompagnarli sono previste piccole performance di personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura. A Roma l&#8217;appuntamento è per le 11 all&#8217;isola pedonale del Pigneto con Igiaba Scego e &#8220;Voci nel deserto&#8221;, mentre a Carroponte (Sesto San Giovanni) si terrà una diretta radiofonica in cui alcuni rifugiati alterneranno il racconto delle loro esperienze alla radiocronaca di una partita dei mondiali di calcio. In allegato gli indirizzi delle altre piazze in cui si svolgeranno le varie iniziative.</p>
<p>Lo scopo della manifestazione è evidenziare la drammatica situazione che si è venuta a creare in Italia nel corso degli anni e che ultimamente sembra essersi pesantemente aggravata soprattutto a causa della politica dei respingimenti. Si consideri ad esempio il drastico calo delle domande di asilo: da 30.492 nel 2008 si è passati a 17.603 nel 2009, con una diminuzione di circa il 43% di richieste in un anno. Se si guarda invece agli altri paesi europei, in particolare a quelli più vicini all&#8217;Italia, come la Francia e la Germania, si riscontra addirittura un aumento delle domande rispettivamente del 20 e del 25%. Considerando il fatto che il 75% di coloro che nel 2008 erano arrivati in Italia via mare aveva chiesto protezione alle autorità italiane e che la metà di questi l&#8217;aveva ottenuta, è evidente come il respingimento di queste persone in mare aperto riduce, e in molti casi annulla, la possibilità di fare richiesta d&#8217;asilo. Respingerli, inoltre, vuol dire rimandarli verso il destino da cui fuggono e che spesso è un paese in guerra, una dittatura feroce, una discriminazione religiosa o sessuale. Non dimentichiamoci, poi, di coloro che questa protezione l&#8217;hanno ottenuta: la mancanza di assistenza dopo il riconoscimento dello status di rifugiato, l&#8217;assenza di un&#8217;abitazione, di un reddito e di prospettive per il futuro, spesso condanna queste persone alla marginalità, ma di loro poco o nulla si sa. Il bisogno di diritto d&#8217;asilo aumenta, mentre l&#8217;Italia volta le spalle, nel silenzio generale dei mass media e della politica. Ma è proprio questo silenzio che l&#8217;ARCI vuole rompere. E per farlo si affida a chi queste storie le ha vissute sulla propria pelle, non solo numeri o percentuali, ma semplicemente persone<strong><span style="font-size: medium">.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: medium">Il 20  giugno in Piazza a Galatina per la &#8220;Giornata  Mondiale  del  Rifugiato&#8221;.</span></strong></p>
<div><strong><span style="font-size: medium">L&#8217;iniziativa  prevede, fra l&#8217;altro, degli   interventi  estemporanei di giovani  rifugiati e rifugiate, oltre alla  proiezione di  un corto  del regista  Winspeare, presente all&#8217;iniziativa,  proprio sul tema in  questione.</span></strong></div>
<div><strong><span style="font-size: medium">Inoltre verrà proiettato lo spot realizzato    con la  Cooperativa PAZ, sull&#8217;integrazione dei Richiedenti Asilo.</span></strong></div>
<div><strong><span style="font-size: medium">Oltre alla performance musicale di un gruppo    del  Kenia, gli ospiti e ex ospiti dei progetti faranno assaggiare dei   loro  prodotti  gastronomici e presenteranno dei prodotti di   artigianato tessile fatti  da  loro.</span></strong></div>
<p><strong><span style="font-size: medium"> </span></strong></p>
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		<title>Indietro non si torna: appello in difesa del diritto di asilo.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 11:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Maria Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Asilo]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[respingimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>

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		<description><![CDATA[Appello per una giornata internazionale di lotta in difesa del diritto d’asilo e contro tutti i respingimenti, il 20 giugno 2010. Manifestazioni congiunte nei porti dell’Adriatico e in quelli di Igoumenitsa e Patrasso in Grecia. Da maggio del 2009, con i respingimenti dei migranti verso la Libia, ha avuto inizio una delle pratiche più violente e lesive della dignità umana che le istituzioni italiane abbiano mai messo in atto. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appello per una giornata internazionale di lotta in difesa del diritto d’asilo e contro tutti i respingimenti, il 20 giugno 2010. Manifestazioni congiunte nei porti di Venezia, Bari e Ancona, e in quelli di Igoumenitsa e Patrasso in Grecia.</p>
<p>Appello per una giornata internazionale di lotta in difesa del diritto d’asilo e contro tutti i respingimenti, il 20 giugno 2010. Manifestazioni congiunte nei porti dell’Adriatico e in quelli di Igoumenitsa e Patrasso in Grecia.</p>
<p>Da maggio del 2009, con i respingimenti dei migranti verso la Libia, ha avuto inizio una delle pratiche più violente e lesive della dignità umana che le istituzioni italiane abbiano mai messo in atto. Migliaia di persone tra cui donne in stato di gravidanza e bambini, sono state ricacciate verso le prigioni libiche, gli stupri e le deportazioni nel deserto. Si tratta per la maggior parte, come dimostrano le statistiche delle Nazioni unite, di persone in fuga da guerra, persecuzione e violenza generalizzata. Profughi che avrebbero il diritto, secondo le convenzioni internazionali, le leggi comunitarie, la costituzione italiana, di raggiungere un luogo dove chiedere e ottenere asilo.<br />
Era inevitabile che nella dichiarata «guerra all’immigrazione clandestina» il diritto d’asilo venisse travolto, ostacolato, strumentalizzato, banalizzato, svuotato e calpestato. È stato soprattutto attraverso la spettacolarizzazione della frontiera di Lampedusa, sfruttando un’ansia da «invasione» provocata e poi «curata» con la brutalità dei respingimenti nel Mediterraneo, che si sono legittimate le ulteriori restrizioni dei diritti dei migranti e il recente pacchetto sicurezza con l’introduzione del «reato di immigrazione clandestina».<br />
Mentre le nuove leggi non hanno fatto altro che alimentare l’irregolarità forzata dei migranti in Italia, la loro precarietà e il loro sfruttamento sul mercato del lavoro, è stato materialmente impedito l’accesso al territorio alle persone più fragili e più difficilmente «clandestinizzabili»: i potenziali rifugiati. Nonostante i respingimenti siano stati condannati del Consiglio d’Europa e alcuni funzionari del ministero dell’interno siano stati rinviati a giudizio, tutto questo continua ad avvenire.<br />
La vera frontiera a Sud dell’Italia è diventata la costa libica, un luogo irraggiungibile e sottratto a qualsiasi tipo di controllo democratico.</p>
<p>Esiste un’altra frontiera italiana, però, molto più vicina e meno spettacolarizzata, dove «respingimenti» altrettanto illegali e violenti vengono attuati ogni giorno nel silenzio.</p>
<p>Dai porti di Venezia, Ancona, Bari e Brindisi, la polizia di frontiera respinge ogni anno migliaia di profughi afghani, curdi, somali, eritrei, sudanesi, palestinesi, che cercano, nascondendosi dentro o sotto i tir in partenza dai porti di Igoumenitsa e di Patrasso, di fuggire dalla Grecia, paese dove l’asilo non esiste [0,03 per cento delle richieste accolte] e che riserva ai migranti un trattamento paragonabile a quello libico.<br />
L’Italia ne ha respinti 3.148 nel solo 2009. Tra di loro moltissimi minorenni e bambini ora rinchiusi nelle carceri greche o rimandati in Turchia e da lì, molto spesso, nei loro paesi d’origine in mezzo alla guerra.</p>
<p>Tutto questo accade nelle nostre città, ogni giorno, anche in questo momento, dentro i nostri porti ormai militarizzati, sulle navi di linea che prendiamo per andare in vacanza.</p>
<p>In Grecia, nonostante la situazione drammatica in cui versa il paese, associazioni e movimenti continuano a sostenere la battaglia dei rifugiati e ci invitano a condividerla.</p>
<p>Indietro non si torna per chi sta cercando di arrivare, ma anche per chi è già qui e può perdere il diritto di restare da un momento all’altro perdendo il lavoro e il permesso di soggiorno.<br />
Indietro non si torna per chi il diritto di restare ce l’ha ancora, ma ogni giorno deve sopportare il razzismo e i veleni di una società alla deriva.<br />
Indietro non si torna anche e soprattutto adesso, che la Crisi viene utilizzata come ricatto individuale e collettivo per impedirci di combattere per ciò in cui crediamo, per non farci parlare di diritti e di dignità, di solidarietà e di opposizione alla guerra.<br />
Indietro non si torna perché, e la Grecia lo dimostra, dove la vita delle persone non vale nulla, dove i profughi non vengono accolti, dove i bambini vengono segregati e abbandonati al loro destino, allora tutto il peggio può succedere.</p>
<p>Per questo l’associazione Kinisi di Patrasso e il Solidarity Group di Igoumenitsa stanno ripartendo del diritto di asilo per parlare dei diritti di tutti e il 20 giugno ci chiedono di essere con loro, da una sponda all’altra della «frontiera» per liberarla, per riprendercela, per farla scomparire. Perché abbiamo un’altra idea di Europa e di mondo.</p>
<p>20 giugno 2010: le città italiane rispondono all’appello delle associazioni greche e sono pronti ad accogliere grandi manifestazioni plurali e condivise che si stringano intorno ai porti guardando l’altra sponda dove, ad Igoumenitsa e Patrasso, altri faranno sentire la loro voce. Tutti insieme, contro tutti i respingimenti, per il diritto d’asilo in Italia, in Grecia, in Europa.</p>
<p>Partecipa anche tu alla campagna WELCOME. INDIETRO NON SI TORNA.</p>
<p>Possono esserci tanti percorsi diversi, in tutte le città italiane, per arrivare al 20 Giugno nei porti dell’Adriatico. Iniziative da costruire, riflessioni da approfondire, persone da convincere e da portare con noi.</p>
<p>Scarica e diffondi il video sui respingimenti tra la Grecia e l’Italia</p>
<p>shttp://www.globalproject.info/it/resources/15539/</p>
<p>Il sito di Melting pot Europa si offre come strumento condiviso di dibattito e confronto, informazione e diffusione di tutte le iniziative che verranno programmate verso il 20 giugno.</p>
<p>Nei prossimi giorni verranno definiti i dettagli dei percorsi e degli appuntamenti a Venezia, Ancona e Bari.</p>
<p>Per Info e adesioni: *infowelcome@meltingpot.org</p>
<p><a href="http://www.carta.org/archivio/autori/1020">www.meltingpot.org</a></p>
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		<title>la migrazione è un diritto</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 12:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Maria Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rafael Correa]]></category>

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		<description><![CDATA[La migrazione è un diritto. Nessun essere umano sarà considerato illegale a causa della propria condizione migratoria. Affermazioni da fantapolitica per la fortezza Europa ma che invece hanno trovato spazio nella nuova Costituzione dell’Ecuador, piccolo Paese andino tra i più poveri e instabili della regione.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La migrazione è un diritto. Nessun essere umano sarà considerato illegale a causa della propria condizione migratoria. Affermazioni da fantapolitica per la fortezza Europa ma che invece hanno trovato spazio nella nuova Costituzione dell’Ecuador, piccolo Paese andino tra i più poveri e instabili della regione.</p>
<p>Era il 2007 quando l’attuale presidente Rafael Correa scelse la comunità indigena di Zumbahua, posizionata su uno degli altipiani più suggestivi dell’Ecuador, come luogo dal quale far partire quella “rivoluzione cittadina” che intende riportare il cittadino e l’ambiente al centro dello Stato.<br />
In quell’occasione, Correa mise l’accento sulla migrazione definendola come “il maggior costo del fracasso neoliberale” e promettendo di restituire voce e dignità alla popolazione migrante.</p>
<p>L’Ecuador infatti è uno dei Paesi latinoamericani con il più alto tasso di emigrazione. Dal 1999 ad oggi, circa il 20 per cento degli ecuadoriani è stato costretto ad emigrare in seguito ad una grave crisi economica che, in poche settimane, lasciò al di sotto della soglia di povertà i tre quarti della popolazione. Oggi sono quasi tre milioni gli ecuadoriani costretti a vivere lontano dal proprio Paese.<br />
Stati Uniti, Spagna e Italia sono i principali Paesi di destino. In Italia, in particolare, la presenza è concentrata principalmente a Milano, Genova e Roma.</p>
<p>Da quando il potere è passato nelle mani di Correa, l’Ecuador ha mosso notevoli passi in avanti sulla strada dei diritti dei migranti. La Costituzione approvata nel 2008 è in tal senso un’opera magna. Oltre a riconoscere il diritto a migrare, la nuova Carta riconosce a tutti gli immigrati, anche irregolari, il diritto al cibo, all’educazione e alla salute e garantisce il ritorno volontario nel proprio Paese in maniera sicura e dignitosa, vietando ogni respingimento arbitrario.</p>
<p>Il Governo, dal canto suo, sta dando attuazione a questi principi. Uno dei primi provvedimenti adottati è stato il riconoscimento del diritto di voto per gli ecuadoriani residenti all’estero, nonché la possibilità di eleggere fino a sei rappresentanti in Parlamento.<br />
Nel 2007, inoltre, ha istituito la Segreteria Nazionale per la Migrazione (Senami), una sorta di Ministero della Migrazione che mira a promuovere e tutelare i diritti degli ecuadoriani residenti all’estero e dei loro familiari in Ecuador nonché ad elaborare un programma di ritorno volontario che possa permettere agli emigrati di rientrare e di trovare un’occupazione di sussistenza.</p>
<p>Al fine di assistere più da vicino i propri cittadini all’estero, la Senami si è inoltre dotata di alcune sedi distaccate nei principali Paesi di destino dei migranti ecuadoriani, tra cui l’Italia dove nel 2009 è stata inaugurata la sede di Milano.</p>
<p>Ma l’Ecuador in realtà è anche un Paese di immigrati, provenienti soprattutto da Perù e Colombia. Proprio in Colombia negli ultimi anni è esploso il fenomeno migratorio verso sud ed attualmente si contano in Ecuador circa 500 mila tra sfollati e rifugiati colombiani, in fuga da un conflitto che dura ormai da mezzo secolo e che, dopo la liberazione di Ingrid Betancourt nel 2008, è sprofondato nuovamente nell’oblio.</p>
<p>Per ovviare a questa situazione, il Governo ha avviato un programma di legalizzazione dei cittadini colombiani presenti nel Paese, al fine di tutelare i loro diritti e agevolarne l’inserimento.</p>
<p>Proprio la migrazione interna rappresenta l’unica vera nota dolente all’interno di un panorama di politiche pubbliche che fanno dell’Ecuador un paese modello nell’attenzione posta alla mobilità umana.<br />
Un flusso continuo di persone che abbandonano le zone rurali per cercare maggior fortuna nelle città. Quello che trovano però è ben altro. La fatica del lavoro nei campi lascia il posto alla mendicità nelle metropoli.</p>
<p>L’attuale Governo ha prestato finora poca attenzione alla migrazione interna. Alcuni provvedimenti tendono a migliorare le condizioni di vita nelle zone rurali e questo dovrebbe in parte disinnescare il flusso verso le città. Ma la vita di chi lascia i campi per i principali agglomerati urbani continua a rimanere nell’ombra.</p>
<p><a href="http://ad.doubleclick.net/clk;224999305;30419323;h?http://www.manitese.it/periodico-manitese/?utm_source=unita&amp;utm_medium=link&amp;utm_content=14-5%2Bmigrazione&amp;utm_campaign=news"> a cura di Mani Tese</a></p>
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		<title>Ultimatum dell’Ue all’Italia: donne in pensione a 65 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 12:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Maria Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Altro Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>

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		<description><![CDATA[ Ultimatum della Commissione Ue all’Italia: se non equiparerà immediatamente l’età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico sarà nuovamente deferita alla Corte di giustizia europea. L’avvertimento – secondo quanto apprende l’ANSA da fonti vicine al dossier – è contenuto in una nuova lettera...  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimatum della Commissione Ue all’Italia: se non equiparerà immediatamente l’età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico sarà nuovamente deferita alla Corte di giustizia europea. L’avvertimento – secondo quanto apprende l’ANSA da fonti vicine al dossier – è contenuto in una nuova lettera che Bruxelles ha inviato alle autorità italiane, chiedendo loro di adeguarsi al più presto alla sentenza della Corte europea di giustizia che già nel 2008 intimava all’Italia di innalzare l’età pensionabile delle dipendenti pubbliche, portandola a 65 anni anni, lo stesso livello previsto per i colleghi maschi.<br />
Nella missiva – sempre secondo quanto si apprende – si chiedono spiegazioni sui ritardi e si sottolinea come la questione sia rimasta irrisolta dopo i tanti richiami succedutisi negli anni; e nonostante nel giugno 2009 Bruxelles abbia aperto una nuova procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese proprio per la mancata attuazione della sentenza della Corte.</p>
<p>SACCONI,LUNEDI’ INCONTRO PER TRATTARE SU DONNE P.I. – Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi incontrerà lunedì a Lussemburgo la commissaria Viviane Reding per trattare sulla richiesta europea di ridurre la gradualità nel pensionamento delle donne del pubblico impiego. Lo ha annunciato lo stesso ministro in occasione della missione di sistema in Cina: “Cercherò di agire al meglio per una soluzione che sia definitiva” ha detto Sacconi.</p>
<p>tratto da   www.altroquotidiano.it</p>
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		<title>RI-SCARTIAMOCI! riduco &#8211; riuso &#8211; riciclo.</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 12:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Maria Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[assuddinessunnord]]></category>
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		<description><![CDATA[ La manifestazione nasce dalla collaborazione tra le associazioni “Mujmuné - a sud di nessun nord” e “Atlantide - Città dei sogni” con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Leverano.
Prenderà vita, nella cornice del meraviglioso centro storico di Leverano, una quattro giorni di mostre, concerti, installazioni artistiche, proiezioni, escursioni didattiche, materiali informativi, concorsi fotografici e dibattiti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La manifestazione nasce dalla collaborazione tra le associazioni “Mujmuné &#8211; a sud di nessun nord” e “Atlantide &#8211; Città dei sogni” con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Leverano.<br />
Prenderà vita, nella cornice del meraviglioso centro storico di Leverano, una quattro giorni di mostre, concerti, installazioni artistiche, proiezioni, escursioni didattiche, materiali informativi, concorsi fotografici e dibattiti con tanti ospiti per sensibilizzare ed informare attraverso un linguaggio diverso la Comunità di Leverano (e non solo) sul tema drammaticamente attuale dei rifiuti e sulla produzione di nocività ad essi legata (inquinamento del suolo, dell’aria e delle falde acquifere).</p>
<p>PROGRAMMA:<br />
29 maggio<br />
Centro Storico<br />
ore 19:30 &#8211;&gt; Palazzo Gorgoni</p>
<p>- Inaugurazione e presentazione della manifestazione con interventi delle associazioni promotrici dell&#8217;evento e delle realtà che ne prenderanno parte.<br />
- Apertura mostre e inizio estemporanea artistica permanente.</p>
<p>Piazza Roma<br />
ore 22:30 Concerto:</p>
<p>- URKUMA: Live set con strumenti autocostruiti<br />
- SUONI MUDU&#8217;: live + Teatro Misero</p>
<p>30 maggio<br />
Piazza Roma<br />
ore 09:30 Escursione:</p>
<p>- ritrovo in piazza per escursione in bici tra emergenza microdiscariche e percorsi naturalistici.</p>
<p>31 maggio<br />
Via Roma 23/25<br />
ore 21:00</p>
<p>- DocuTrashFilm.: proiezione di &#8220;UNA MONTAGNA DI BALLE&#8221;<br />
di Nicola Angrisano, a cura di InsuTv e con voce narrante di Ascanio Celestini.</p>
<p>1 giugno<br />
Piazza Roma<br />
ore 10:00</p>
<p>- manifestazione finale del progetto &#8220;Differenziamoci&#8221; (in collaboraz. con Raf. Murrone)</p>
<p>Piazza Roma<br />
ore 19:00</p>
<p>- BIOCONTESTIAMO:<br />
Proiezione del film-documentario di Chiara Zilli &#8220;A Li Tempi Mei Era Tutta Campagna&#8221;.<br />
Convegno-dibattito con:<br />
Dario Quarta &#8211; giornalista<br />
Chiara Zilli &#8211; giornalista e regista<br />
Dott. Giuseppe Serravezza &#8211; oncologo e presidente della Lilt Lecce<br />
Gigi Antonazzo &#8211; ingegnere ambientale<br />
Alfredo Melissano &#8211; forum ambiente e salute Lecce<br />
Nando Popu &#8211; sud sound system<br />
Interverrà Teresa Fiocco del Comitato Referendum Acqua Pubblica Lecce</p>
<p>- premiazione concorso fotografico &#8220;OBIETTIVO: RIFIUTO&#8221;</p>
<p>Piazza Roma<br />
ore 21:00</p>
<p>- PLINK<br />
di Massimiliano Manieri</p>
<p>Palazzo Gorgoni<br />
ore 22:30</p>
<p>- Party Finale:<br />
dj set con dj Castigliani + Magia<br />
e<br />
BLESO WASTASI (GOPHER)</p>
<p>Nel corso della Manifestazione saranno raccolte le firme per il Referendum Acqua Pubblica.</p>
<p>Invitiamo tutte le associazioni e le realtà territoriali interessate<br />
a partecipare e a dare la propria adesione.</p>
<p>ADESIONI:</p>
<p>- OIKOS SOSTENIBILE &#8211; BIOCONTESTO PERCHE&#8217; AMO QUESTA TERRA &#8211; COMITATO 4/10 &#8211; PORTA LA SPORTA (a cura di Ass. Nuova Messapia Soleto e Meetup Grillini Lecce) &#8211; COMPOSTIAMOCI BENE! (organizzato da Ass. Nuova messapia di Soleto e Meetup Grillini di Lecce) &#8211; LEVERANO SUB a.s.d. &#8211; RIKUSO &#8211; MAMMAFLO&#8217; s.r.l. (pannolini lavabili) &#8211; Ass. NUOVA MESSAPIA &#8211; FORUM AMBIENTE E SALUTE LECCE &#8211; NESTORE IL PALADINO DELL&#8217;AMBIENTE &#8211; ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) &#8211; COMITATO REFERENDUM ACQUA PUBBLICA LECCE &#8211; ERGOT OFFICINE CULTURALI &#8211; 5° LIVELLO Sodalizio Artistico &#8211; MADE IN CARCERE &#8211; SOTTERRANEI ARCI &#8211; PRO LOCO LEVERANO &#8211; Ass. TERRAROSSA &#8211; ECOLU&#8217; SHOP -</p>
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		<item>
		<title>Consulta: &#8220;No a disparità tra italiani e stranieri su assegno di invalidità&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 10:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Maria Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[illeggittimo]]></category>
		<category><![CDATA[invalidità]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Sull'assegno di invalidità non possono esserci disparita' di trattamento tra cittadini e stranieri che soggiornano regolarmente in Italia. Perche' non e' una erogazione destinata ad un minor reddito legato alle condizioni soggettive ma punta a fornire un minimo di sostentamento finalizzato ad assicurare la sopravvivenza. E perche' e' uno dei trattamenti previdenziali che costituiscono diritti soggettivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dichiarato illegittimo l&#8217;articolo 80 della legge 338 del 2000</p>
<p>Roma, 31 maggio 2010 &#8211; Sull&#8217;assegno di invalidità non possono esserci disparita&#8217; di trattamento tra cittadini e stranieri che soggiornano regolarmente in Italia. Perche&#8217; non e&#8217; una erogazione destinata ad un minor reddito legato alle condizioni soggettive ma punta a fornire un minimo di sostentamento finalizzato ad assicurare la sopravvivenza. E perche&#8217; e&#8217; uno dei trattamenti previdenziali che costituiscono diritti soggettivi.<br />
Parola della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo l&#8217;articolo 80 della legge 338 del 2000 nella parte in cui subordina al requisito della titolarita&#8217; della carta di soggiorno la concessione dell&#8217; assegno mensile agli stranieri regolari.</p>
<p>Nel febbraio 2009 la Corte di Appello di Torino aveva sollevato la questione, prendendo spunto dal caso di una donna romena, munita del permesso di soggiorno e iscritta nelle liste speciali di collocamento dal 2005, alla quale l&#8217; assegno di invalidita&#8217; era stato negato perche&#8217; non aveva la carta di soggiorno. Il tribunale aveva accolto la richiesta solo a partire dal 1 gennaio 2007, data di ingresso della Romania nella Unione europea, ma non per il periodo precedente. La donna ha fatto ricorso sostenendo che la sentenza contrastava con la Convenzione Europea dei diritti dell&#8217;Uomo, in particolare con l&#8217; articolo 14 che vieta trattamenti discriminatori.</p>
<p>L&#8217; Inps e la Presidenza del Consiglio si sono costituiti nel giudizio davanti alla Consulta, chiedendo che la questione fosse dichiarata inammissibile o infondata. E la Consulta ha accolto le ragioni del ricorso. Non solo. Ricordando di essersi espressa nella stessa direzione anche in tema di indennita&#8217; di accompagnamento e di pensione di inabilita&#8217;, ha spiegato che la disparita&#8217; di trattamento comporta la violazione dell&#8217; articolo 117 della Costituzione in riferimento alle previsioni della Convenzione dei diritti dell&#8217; Uomo.</p>
<p>La Corte ha ribadito che una volta che il diritto a soggiornare in modo non episodico e di breve durata non sia in discussione &#8221;non si possono discriminare gli stranieri , stabilendo nei loro confronti, particolari limitazioni per il godimento dei diritti fondamentali della persona, riconosciuti invece ai cittadini&#8221;.</p>
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		<title>Il triste primato dell&#8217;Italia per la violazione sui migranti</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 16:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Maria Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[permesso di soggiorno]]></category>

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		<description><![CDATA[È stato pubblicato il 28 aprile il Rapporto del Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d&#8217;Europa. In una lettera di accompagnamento indirizzata alla Farnesina, il Comitato, che ha visitato l&#8217;Italia nel periodo da 27 al 31 luglio dello ; scorso anno, così conclude: «II Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura spinge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È stato pubblicato il 28 aprile il Rapporto del Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d&#8217;Europa. In una lettera di accompagnamento indirizzata alla Farnesina, il Comitato, che ha visitato l&#8217;Italia nel periodo da 27 al 31 luglio dello ; scorso anno, così conclude: «II Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura spinge (urge nel testo originale in inglese) le autorità italiane a rivedere sostanzialmente le correnti pratiche di intercettazione dei migranti in mare, come pure ad assicurare che ogni persona all&#8217;interno della giurisdizione della legge italiana, incluse quelle che vengono intercettate in mare al di fuori delle acque territoriali italiane da vascelli di controllo nazionali, ricevano il necessario aiuto umanitario e le cure mediche che le loro circostanze richiedono e che essi abbiano effettivo accesso alle procedure atte a garantire il rispetto del principio della non respingibilità», il principio della «non respingibilità» è alla base della Convenzione sullo status dei rifugiati sottoscritta dal nostro paese,nel 1951 dove, all&#8217;articolo 33, si dice chiaramente: «Gli Stati contraenti non espelleranno o respingeranno («refouler») un rifugiato in nessun modo oltre le loro frontiere ove la sua vita o libertà possano essere minacciate a causa della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza a gruppi sociali specifici o a causa della sua opinione politica».<br />
Inoltre nello specifico dell&#8217;Europa comunitaria, vige l&#8217;articolo 3 delle Convenzione europea dei diritti umani, che estende il principio della «non respingibilità» («non refoule-men in francese) a tutte le persone che possono essere esposte al rischio di tortura, umiliazioni, trattamenti degradanti, qualora tornassero in paesi nei quali questo rischi è acclarato.<br />
In conclusione dice il rapporto: come risultato del principio di non respingibilità gli Stati sono obbligati a verificare se i migranti hanno bisogno di queste diverse protezioni, e nel caso, agire di conseguenza.<br />
Il Rapporto analizza in particolare i respingimenti in mare verso la Libia che furono attuati in quel periodo, e torna sulle violazioni da parte dele autorità italiane di entrambe di queste Convenzioni elencando una serie di mancanze, inclusi i dati necessari a verificare l’identità, la provenienza, e l’effettiva necessità dei migranti di richiedere eventualmente asilo.<br />
Inoltre, il Rapporto chiarisce che, secondo la convenzione ed il Protocollo delle nazioni unite contro la tratta ed il traffico di esseri umani, che prevede all&#8217;articolo 16 che debba esserci una particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili, donne e bambini, una buona parte .di quei soggetti lo fossero. In specifico, il rapporto denuncia le condizioni cui sono sottoposti questi soggetti al loro rientro in Libia sottolinea come lì tutte le condizioni negative evidenziati dalla Convenzione contro la tortura, siano possibili il traffico di corpi umani, che prevede all&#8217;articolo 16 che debba esserci una particolare at¬tenzione ai soggetti più vulnerabili, donne e bambini, una buona parte .di quei soggetti lo fossero. In specifico, il rapporto denuncia le condizioni cui sono sottoposti questi soggetti al loro rientro in Libia e sottolinea come lì tutte le condizioni negative evidenziati dalla Convenzione contro la tortura, siano possibili.<br />
Basterebbe questo a mettere il nostro Paese in una posizione estrema nel panorama della sempre più destrorsa e xenofoba Europa ma, vogliamo aggiungere noi per comple-tezza di informazione, che l&#8217;attuale politica sui respingimenti, viola anche la Convenzione Orni sul diritti dei minori, che obbliga gli Stati firmatari a verificare se ci sono minori a bordo delle barche di migranti e, in questo caso, ad assisterli indipendentemente dal loro status. E dunque, tre violazioni conclamate caratterizzano l&#8217;attuale clima sull&#8217;immigrazione, a cui si aggiungono quelle legate al diritto allo studio, alla salute, alle «normali» violazioni delle Convenzioni Ilo sui diritti dei lavoratori migranti.<br />
Non c&#8217;è che dire, un bel record per una nazione baluardo delle frontière della «fortezza Europa». Eppure, come ci ricordava un vecchio detto, sotto queste mura sempre più alte e sempre più militarizzate, si accampano quei «dannati delle terra» che, se non saranno accolti ed integrati nei nostri tenitori, faranno ardere i fuochi dei loro accampamenti con fiamme sempre più alte che, alla fine, illumineranno solo le rovine della nostra DEMO-CRAZIA.</p>
<p>Raffaele K. Salinari<br />
Presidente di Terre des Hommes</p>
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		<title>Scaramantica Lecce &#8211; Festa delle Fabbriche &#8211; Fine campagna elettorale</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 11:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Maria Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Le Fabbriche di Nichi di Copertino e Villa/Guagnano, insieme alla Fabbrica di Veglie, organizzano la festa delle Fabbriche per la fine della campagna elettorale.
Tanti gruppi e dj:
!Gato de Marmo!
La Teoria dei Giochi
Shotgun Babies
Pierpaolo Leo
e i resident dj sotterranei!
Se volete suonare, contattateci!
event@isotterranei.org
La festa inizia alle ore 20:30.
I Sotterranei &#8211; Centro storico &#8211; Copertino
www.isotterranei.org &#8211; www.facebook.com/isotterranei
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le Fabbriche di Nichi di Copertino e Villa/Guagnano, insieme alla Fabbrica di Veglie, organizzano la festa delle Fabbriche per la fine della campagna elettorale.</p>
<p>Tanti gruppi e dj:<br />
!Gato de Marmo!<br />
La Teoria dei Giochi<br />
Shotgun Babies<br />
Pierpaolo Leo<br />
e i resident dj sotterranei!</p>
<p>Se volete suonare, contattateci!<br />
event@isotterranei.org</p>
<p>La festa inizia alle ore 20:30.</p>
<p>I Sotterranei &#8211; Centro storico &#8211; Copertino<br />
www.isotterranei.org &#8211; www.facebook.com/isotterranei</p>
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		<title>Legittimi impedimenti al permesso di soggiorno a punti</title>
		<link>http://www.isotterranei.org/2010/02/legittimi-impedimenti-al-permesso-di-soggiorno-a-punti/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 16:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Maria Greco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[permesso di soggiorno]]></category>

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		<description><![CDATA[La conoscenza di una lingua, di quelli che sono i principi costituzionali, un regolare contratto di lavoro e un alloggio dignitoso e anche questo ottenuto tramite stipula di contratto con valore legale, sono elementi che dovrebbero rientrare nel novero dei diritti garantiti a tutti e a tutte. Questo dovrebbe essere valido in un paese che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La conoscenza di una lingua, di quelli che sono i principi costituzionali, un regolare contratto di lavoro e un alloggio dignitoso e anche questo ottenuto tramite stipula di contratto con valore legale, sono elementi che dovrebbero rientrare nel novero dei diritti garantiti a tutti e a tutte. Questo dovrebbe essere valido in un paese che si ritiene civile, che aspira anche a fornire gli strumenti basilari per l’eguaglianza, che insomma voglia rendere tutti cittadini in grado di poter realmente far parte di una società. Ma gli uomini e le donne migranti non sono, per chi ci governa, cittadini come gli altri, sono un corpo estraneo su cui legiferare senza alcun principio di realtà, solo e soltanto in nome della possibilità di raggranellare qualche voto in più in vista delle prossime competizioni elettorali, oggetti ottimi per fare demagogia e per drogare ancora di più la coscienza comune.</p>
<p>L’idea del «permesso di soggiorno a punti», introdotta con la legge 94 [pacchetto sicurezza] comincerà non casualmente ad essere applicata in periodo carnevalesco, purtroppo non si tratta di uno scherzo ma dell’ennesimo strumento – per altro di difficile attuazione – messo in piedi, da una parte per incrementare le condizioni di precarietà e di clandestinità, dall’altra, ed è molto più grave, trasformare i diritti in doveri, in obblighi.<br />
In pratica chi dal momento in cui tale modalità dei permesso di soggiorno entrerà a regime, proverà ad accedere al permesso di soggiorno, stipulerà un «accordo di integrazione». Si impegnerà di fatto, entro due anni al conseguimento di una serie di obbiettivi.<br />
Dovrà conoscere la lingua italiana e la costituzione, essere iscritto al sistema sanitario nazionale, mandare eventuali figli a scuola e avere regolare contratto abitativo. Se alla fine dei due anni avrà ottemperato a tutte queste richieste otterrà i 30 punti necessari, altrimenti avrà un altro anno di tempo per conquistarli. Passati i 3 anni, secondo i ministri Maroni e Sacconi [interno e welfare] risulterebbe evidente che «l’immigrato» non si vuole integrare e quindi scatterebbe l’espulsione. Il sistema ovviamente prevede anche punti in meno per chi si rende colpevole di reati.</p>
<p>Si potrebbe fare tanta ironia. Ci si potrebbe domandare quanti illustri membri del parlamento e del governo abbiano una sufficiente conoscenza della Costituzione, si potrebbero esibire dati sull’analfabetismo in crescita fra gli italiani Doc. Ma è più giusto domandarsi se i due geniali ministri si rendano conto o meno delle reali condizioni di vita e di lavoro in cui si trovano, grazie anche alle leggi da loro tanto apprezzate, dei 4.300 mila migranti residenti in Italia.</p>
<p>Senza giungere ai casi limite di chi, in regime di semi schiavitù, nei campi come nelle case, non ha il tempo materiale per poter imparare altre parole che quelle necessarie per obbedire agli ordini, si guardi al fatto che a fornire corsi di italiano per stranieri provvedono, su base volontaria, partiti, associazioni laiche e religiose, ma niente arriva dalla scuola pubblica. Anche imparare la lingua – che è un desiderio di chi emigra – è spesso un diritto inesigibile. La Costituzione fatica ad entrare anche nelle scuole, come farla entrare nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro o di socialità? Il contratto di affitto regolare è una chimera a cui aspirano a volte anche gli autoctoni. Per i migranti spesso è un sogno, ma il reo è chi affitta in nero o chi è costretto ad accettare le condizioni del proprietario? I figli a scuola? Volentieri! Peccato che con la riforma che si prepara, il tasso di abbandono scolastico per i figli di migranti sia destinato a crescere. I due ministri ignorano che in altri paesi come Canada o Germania dove vigono modalità simili, esiste un sistema di welfare per favorire i processi di inclusione sociale, quello che in Italia non è mai esistito. E da ultimo, si tolgono i punti a chi commette reati. Ma come la mettiamo con le prescrizioni?</p>
<p>A questo punto, visto che trionfa la beffa, la logica del «permesso a punti» andrebbe respinta al mittente. Per… legittimi impedimenti.</p>
<p>(articolo di Stefano Galieni tratto da Carta.it -  http://www.carta.org/campagne/migranti/19203)</p>
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