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	<title>i Sotterranei - Circolo ARCI &#187; Sociale</title>
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	<description>Circolo ARCI</description>
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		<title>AGRICOLTURA BENE COMUNE Festa dei contadini, festa di tutti!</title>
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		<comments>http://www.isotterranei.org/2011/07/festa-dei-contadini-festa-di-tutti-agrisoltura-bene-comune/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 10:54:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Beni comuni]]></category>

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		<description><![CDATA[ Mercato dei contadini e piccoli produttori:
(formaggi, salumi, friselle, olio d'oliva, vino, miele, marmellate, conserve, ortaggi, frutta)
proiezione del documentario Genuino Clandestino.
 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 5 agosto, a Sannicola (Le), presso gli spazi della Cooperativa olearia sannicolese (via Provinciale per Alezio), si svolgerà l’evento <span style="text-decoration: underline;">Agricoltura bene comune. Festa dei contadini, festa di tutti! </span></p>
<p>Si inizia alle <strong>18.30</strong> con l’apertura del <strong>Mercato dei contadini e piccoli artigiani del gusto</strong> della provincia, che presenteranno i prodotti della terra e del proprio lavoro: frutta e ortaggi di stagione, formaggi, salumi, pane, friselle, taralli, miele, vino, olio, marmellate, conserve e altre buone cose che celebrano colori e sapori dell’agricoltura genuina.</p>
<p>Alle 20.00: presentazione e proiezione del <strong>documentario “Genuino Clandestino”</strong> realizzato dal collettivo InsuTV in collaborazione con Campi Aperti, terra terra, Ragnatela Autoproduzioni, Etain e il mercatino itinerante, su esperienze di lavoro e resistenza di giovani contadini, allevatori, produttori e artigiani.</p>
<p>Alle 21.00<strong>:  incontro-dibattito aperto</strong> per riflettere sulla situazione dell’agricoltura contadina locale e per definire le progettualità e le pratiche concrete dell’Agricoltura bene comune. Assieme ai docenti dell’ Università della Calabria Giordano Sivini e Ada Cavazzani (che da anni si occupano di queste tematiche), Michela Polito, portavoce di Campi Aperti (rete italiana di piccoli contadini), a Michela Cusano, di Movimento Terre (rete di cooperazione tra produttori, gruppi d’acquisto solidale e attivisti), e ai portavoce delle Brigate di Solidarietà Attiva (che hanno accompagnato l’esperienza dei braccianti-migranti contro lo sfruttamento e il lavoro nero).</p>
<p>La serata continuerà con degustazioni di molte <em>buonezze</em>, <strong>reading di poesie</strong> (Gianluigi Lazzari), <strong>musica live </strong>(Le Scatole di Legno) e <strong>dj-set</strong> (Tupak).</p>
<p>L’iniziativa fa parte del percorso che il gruppo “Agricoltura Bene Comune” ha intrapreso per difendere e valorizzare l’agricoltura contadina, con la consapevolezza che la terra è una risorsa economica, sociale e ambientale, e in quanto tale una fonte di impiego, di relazioni e di biodiversità. L’agricoltura è un bene comune, così come l’acqua e l’aria. Un’ecologia sociale deve partire dall’agricoltura contadina che valorizza la biodiversità, che racchiude dentro ai propri obiettivi anche il paesaggio naturale e la sua preservazione. Lo sviluppo equilibrato di agricoltura contadina, turismo, cultura, è la chiave di volta per la valorizzazione del territorio e non la sua depauperazione, causata invece da monocolture, turismo irresponsabile, svendita del territorio. Per difendere il lavoro dei piccoli contadini, per cercare soluzioni alternative alle contraddizioni che viviamo e per impollinare nuove pratiche economiche, sociali e ambientali, Agricoltura Bene Comune si propone di coinvolgere studenti, disoccupati, ricercatori, migranti, professionisti, attivisti, mediattivisti, creativi  e non ultimi i consumatori critici, attori che possono chiudere un circuito virtuoso tra produzione e consumo.</p>
<p>Per maggiori info</p>
<p>Angela 338 5962404</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ambasciatori di Pace” dal Sahara al Salento</title>
		<link>http://www.isotterranei.org/2011/07/ambasciatori-di-pace%e2%80%9d-dal-sahara-al-salento/</link>
		<comments>http://www.isotterranei.org/2011/07/ambasciatori-di-pace%e2%80%9d-dal-sahara-al-salento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 08:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il secondo anno l'ass. “Tre Giri di Te” ospita otto bambini disabili provenienti dai campi profughi Saharawi dell'Algeria del Sud.

Come nella scorsa estate le associazioni “Tre Giri di Te” e “Rio de Oro” con il supporto della cooperativa “L'Adelfia” ospiteranno nel Capo di Leuca 8 bambini disabili provenienti dai campi profughi Saharawi nel Sud dell’Algeria. I bambini alloggeranno nella struttura “Chora” via Stazione ad Alessano (LE) dal 27 luglio al 7 agosto 2011. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.21cm; line-height: 100%;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><strong> </strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: x-large;"><strong> </strong></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times,serif;"><span style="font-size: medium;">Per             il secondo anno l&#8217;ass. “Tre Giri di Te” ospita otto bambini             disabili provenienti dai campi profughi Saharawi             dell&#8217;Algeria del             Sud.</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span>Come               nella scorsa estate le associazioni “Tre Giri di Te” e               “Rio de               Oro” c</span></span><span style="font-size: medium;"><span>on il               supporto della               coop</span></span><span style="font-size: medium;">erativa</span><span style="font-size: medium;"><span> “L&#8217;Adelfia” ospiteranno nel Capo di Leuca 8 bambini               disabili               provenienti dai campi profughi Saharawi nel Sud               dell’Algeria. I               bambini alloggeranno nella struttura “Chora” via Stazione               ad               Alessano (LE) dal 27 luglio al 7 agosto 2011. Il progetto,               denominato “Piccoli Ambasciatori di Pace” </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>si                 colloca all&#8217;interno di un programma nazionale di                 accoglienza e ha                 riscosso</span></span></span><span style="font-size: medium;"><span> l’entusiasmo               di molti salentini che ancora una volta dimostrano la loro               solidarietà dedicandosi ai nostri piccoli ospiti. Gli               obiettivi               principali dell’accoglienza sono: fornire </span></span><span style="font-size: medium;"><span><strong>visite                 e cure mediche ai bambini</strong></span></span><span style="font-size: medium;"><span> che normalmente non hanno adeguata assistenza sanitaria,               dare               visibilità alla drammatica storia del </span></span><span style="font-size: medium;"><span><strong>popolo                 Saharawi </strong></span></span><span style="font-size: medium;"><span>che               da decenni               lotta per la sua </span></span><span style="font-size: medium;"><span><strong>autodeterminazione</strong></span></span><span style="font-size: medium;"><span>,               permettere ai bambini di evadere dall’isolamento forzato               del               deserto, regalando a noi la possibilità di vivere </span></span><span style="font-size: medium;"><span><strong>incontri                 indimenticabili</strong></span></span><span style="font-size: medium;"><span> per il               loro valore umano e culturale. </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times,serif;"><span style="font-size: medium;"><span>I                   bambini diventano il mezzo per comunicare la                   diversità, per dare                   voce a chi non ne ha, il segno tangibile dell&#8217;apertura                   del popolo </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times,serif;"><span style="font-size: medium;">S</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times,serif;"><span style="font-size: medium;"><span>aharawi                   e dei suoi sforzi per la pace. </span></span></span></span><span style="font-size: medium;"><span>Un               magico incontro che dona felicità ai bambini e </span></span><span style="font-size: medium;">lascia             un segno ad ogni</span><span style="font-size: medium;"><span> volontari</span></span><span style="font-size: medium;">o</span><span style="font-size: medium;"><span> provenient</span></span><span style="font-size: medium;">e</span><span style="font-size: medium;"><span> da tutta Italia. </span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span>I               bambini saranno impegnati in una serie di attività ludiche               prevalentemente balneari e saranno ospiti di diverse               manifestazioni               che in quel periodo caratterizzano l&#8217;estate </span></span><span style="font-size: medium;">d</span><span style="font-size: medium;"><span>el               Capo di Leuca (Per maggiori informazioni sul calendario               contattare               l&#8217;associazione “Tre giri di tè”).</span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span>Sarà               fondamentale la collaborazione di tutti per </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> offrire un soggiorno divertente e ricco di esperienze a                 questi nostri                 piccoli amici. Ci teniamo a sottolineare che ogni                 piccolo contributo                 sarà prezioso per rendere piacevole la loro permanenza e                 per donare                 a noi stessi l&#8217;intensità di incontri irripetibili.                 Sollecitiamo                 dunque la cittadinanza a promuovere momenti di                 socializzazione </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">con               i</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> bambini </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">e </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>a                 passare del tempo con i nostri piccoli ospiti in                 un&#8217;ottica di                 crescita reciproca che può migliorare il benessere e la                 qualità                 della nostra e della loro vita. Preghiamo le Pubbliche                 Amministrazioni e la società civile (associazioni,                 fondazioni,                 enti&#8230;) a sostenere il progetto e la sua sostenibilità                 nel tempo.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>I                 NOSTRI PARTNER: Coop. L&#8217;Adelfia, rete Parco In Festa,                 CSVS, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Jàpige               Circolo Arci Corsano</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>,                 Comune di Alessano, Ass. Il Seme della Speranza,                 Fondazione Don                 Tonino Bello, Ass. Le Miriadi, Vazca, Ass. Mobbasta&#8230;                 stiamo                 allargando la nostra rete&#8230;</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Sostieni             anche tu all’accoglienza 2011 </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: large;"><strong>PUOI AIUTARCI IN             TANTI MODI:</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Donazioni             e raccolte fondi </strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">per           coprire i costi del viaggio dei bambini e i costi logistici           dell&#8217;accoglienza. (Resp. Agnese Dell&#8217;Abate: 3209221635)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Raccolta           di </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>prodotti             alimentari </strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">(yogurt,           frutta e cibi freschi)</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> per i bisogni durante l’accoglienza.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Raccolta           di </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>medicinali             da banco, abbigliamento</strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> estivo e piccoli giocattoli.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Volontari </strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">che           possano dedicare del tempo ai nostri piccoli ospiti (Resp:           Gloria: 3290778045; Fulvio 3487359462)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Riuscire           a donare una </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>sedia             a rotelle</strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong> Job</strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> (speciale per sabbia) da spedire nei campi saharawi. (Resp:           Alberto           Piccinni: 3287421988)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span>CONTATTI<br />
</span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span><a class="moz-txt-link-abbreviated" rel="nofollow" href="mailto:3giridite@gmail.com" target="_blank">3giridite@gmail.com</a></span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #1c2a47;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span>Tre               Giriditè</span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span> on Facebook</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;">
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times,serif;"><span style="font-size: x-large;">Chi             sono             i Saharawi?</span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Una           così lunga attesa per l’ultima colonia africana.</span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">I           rifugiati del Sahara Occidentale</span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;">
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times,serif;"><span style="font-size: medium;"><span>Il                   Sahara viene spesso detto deserto dell&#8217;</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times,serif;"><span style="font-size: medium;"><span><em>hammada</em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times,serif;"><span style="font-size: medium;"><span> che in arabo significa “sofferenza, morte” proprio                   perché il suo                   clima è uno dei più ostili a qualsiasi forma di vita.                   Accogliere                   questi bambini significa, dunque, portare alla luce il                   dramma di una                   popolazione che è stata cacciata dalla sua terra ed è                   costretta a                   vivere in esilio nell&#8217;</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times,serif;"><span style="font-size: medium;"><span><em>hammada</em></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times,serif;"><span style="font-size: medium;"><span> da oltre 35 anni. Un popolo pacifico, che ha deciso di                   non usare                   mezzi violenti per far ascoltare le proprie ragioni e                   che si trova                   isolato da un muro di silenzio e di indifferenza. </span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;">Nel             mondo ci sono 15 milioni di rifugiati. A ricordarcelo è il             Rapporto             dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati             (ACNUR)             pubblicato in occasione della Giornata mondiale del             rifugiato (20             giugno). Un terzo dei rifugiati vive in una situazione             prolungata di             asilo, da almeno 5 anni, distribuito in 21 paesi. Il caso             più             eclatante è certamente quello dei rifugiati saharawi. Si             tratta di             un numero relativamente modesto di rifugiati, 165.000             persone che             vivono nel deserto nei pressi della cittadina di Tindouf             (Algeria).             Sono originarie del Sahara Occidentale, attualmente occupato             per i             due terzi dal Marocco. Dopo i palestinesi, si tratta del             nucleo più             antico di rifugiati, presenti nella regione da ben 35 anni.             Intere             generazioni non hanno mai conosciuto la propria patria             d’origine.             Non c’è famiglia saharawi che non sia divisa dal muro di             1.700 km             che spacca in due, da nord a sud, il territorio del Sahara             Occidentale militarmente occupato. Il fatto ancora più             straordinario             è che i saharawi costituiscono il solo nucleo di rifugiati             nel mondo             che abbia saputo costituirsi in campi profughi completamente             autogestiti. L’aiuto umanitario è certo</span> <span style="font-size: small;">indispensabile,             perché la regione desertica non offre praticamente nulla per             la             sopravvivenza, ma tutta l’organizzazione dei campi, la             distribuzione degli aiuti, la vita sociale e culturale, la             giustizia,             le istituzioni rappresentative sono nelle mani dei profughi             stessi.             L’autorganizzazione è iniziata fin dal 1975, quando sono             giunti i             primi profughi saharawi in fuga dai bombardamenti             dell’aviazione             marocchina. Da allora grazie al movimento di liberazione             nazionale,             il Fronte Polisario, creato nel 1973, i saharawi hanno preso             in mano             il proprio destino, mentre ancora imperversava la guerra di             occupazione e la resistenza popolare. Vengono istituiti dei             comitati             popolari, formati prevalentemente da donne, affinché siano             gestite             la distribuzione degli aiuti alimentari, la salute,             l’educazione.             Uno sforzo particolare è rivolto all’educazione e alla             sanità.             Tutti i giovani hanno accesso alla scuola, l’assistenza             sanitaria è             garantita a tutta la popolazione. Oggi gli insediamenti sono             divisi             in quattro grandi campi, ciascuno dei quali prende il nome             di una             località del Sahara Occidentale: El Aiun, Smara, Auserd,             Dakhla. Un             modo, anche simbolico, per i profughi di restare uniti alla             patria             occupata. Per rompere la divisione operata da quello che i             saharawi             chiamano il “muro della vergogna”, i saharawi dei territori             occupati hanno cominciato a organizzare visite di             delegazioni nei             campi profughi in Algeria. La monarchia marocchina reagisce             imprigionando o massacrando di botte i familiari al loro             ritorno. Il             popolo saharawi è però determinato a mantenere la propria             unità.             Le Nazioni Unite sono state incaricate nel 1991 di             organizzare un             referendum di autodeterminazione, ma il re del Marocco si             oppone             perché sa che i saharawi vogliono la libertà. Nel 50°             anniversario             delle indipendenze africane (1960), il Sahara Occidentale             rimane             l’ultima colonia africana.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: x-large;"><strong> </strong></span></span></span></p>
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		<title>Un appello per la liberazione dell&#8217;attivista iraniana Nasrin Sotoudeh</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 12:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Nasrin Sodouteh]]></category>

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		<description><![CDATA[Esprimiamo la più profonda preoccupazione per l'avvocata Nasrin Sodouteh, che, per essersi esposta come attivista nella difesa dei diritti umani, in particolare delle donne, è stata arrestata dalle autorità iraniane il 4 settembre 2010. E' rinchiusa in carcere in seguito alla sua coraggiosa attività, accusata di fare propaganda contro il regime e di attentare alla sicurezza nazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Per la liberazione di Nasrin Sotoudeh</h2>
<p>Esprimiamo la più profonda preoccupazione per l&#8217;avvocata Nasrin  Sodouteh, che, per essersi esposta come attivista nella difesa dei  diritti umani, in particolare delle donne, è stata arrestata dalle  autorità iraniane il 4 settembre 2010.</p>
<p>E&#8217; rinchiusa in carcere in seguito alla sua coraggiosa attività,  accusata di fare propaganda contro il regime e di attentare alla  sicurezza nazionale.</p>
<p>Per questo è stata condannata, il 9 gennaio scorso, a 11 anni di  carcere, oltre al divieto di esercitare la professione legale e di  lasciare l&#8217;Iran per 20 anni.</p>
<p>Madre di due bambini di dieci e tre anni, ha potuto vederli soltanto due volte in questi mesi, da dietro uno schermo di vetro.</p>
<p>E&#8217; ancora segregata in una cella di isolamento, nonostante che per il  codice penale iraniano sia illegale tenere i detenuti in cella  d&#8217;isolamento dopo che sono stati formulati i capi di imputazione e dopo  l&#8217;inizio del processo.</p>
<p>In questo periodo si sono susseguiti appelli di persone famose come  Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace, interventi di istituzioni,  raccolte di migliaia di firme. Le è stato conferito il premio Giglio  d&#8217;oro 2010 dal Comune di Firenze e assegnato, nel 2011, il premio PEN da  parte dell&#8217;associazione degli scrittori americani. Nasrin Sotoudeh ha  fatto per tre volte lo sciopero della fame e della sete, con gravi  conseguenze per la sua salute. Ma le autorità iraniane continuano a  tenerla reclusa, ignorando le campagne a suo favore e le sue richieste,  muovendo anzi nuove accuse contro di lei (ad esempio, quella di non  avere</p>
<p>rispettato la norma che impone alle donne di portare il velo).</p>
<p>E&#8217; necessario quindi sviluppare ulteriormente le iniziative per la  sua liberazione perché non è tollerabile che una persona sia condannata e  detenuta, contravvenendo ad ogni norma internazionale, unicamente per  aver svolto la sua professione di avvocata a tutela di chi ne aveva  bisogno.</p>
<p>Dobbiamo moltiplicare gli sforzi per la liberazione di Nasrin Sotoudeh.</p>
<p>Facciamo pressione in tutte le forme possibili: con prese di posizione delle assemblee elettive, dei</p>
<p>governi, con interventi delle organizzazioni internazionali, con  lettere di protesta al governo iraniano, con sit-in davanti alle  ambasciate iraniane.</p>
<p>Nasrin Sotoudeh deve essere rilasciata immediatamente, senza  condizioni, come devono essere rilasciate/i tutte/i coloro che in Iran  ed in altri Paesi sono detenute/i perché lottano per la difesa dei  diritti umani.</p>
<p>Libere Tutte, Il Giardino dei ciliegi, Associazione Artemisia, Il Melograno</p>
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		<title>Diritti umani e diritti ambientali: un progetto</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 10:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama “Light years ahead” e verrà “esportato” per il momento in due campi profughi gestiti dall’Unhcr in Sudan dove sono ospitati 29 mila rifugiati somali, eritrei ed etiopi (per inciso le stesse nazionalità che approdano a Lampedusa o che lasciamo morire in mare). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Diritti umani e diritti ambientali: un progetto</div>
<p>Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. E qui proprio  di Cesare parliamo, e cioè delle banche. Ma in realtà di un “ramo”  interessante delle banche italiane e abbastanza innovativo per il nostro  paese. E’ il progetto <a href="http://http//www.prosolidar.eu/">Prosolidar</a> che mette insieme le organizzazioni sindacali del mondo del credito e  l’associazione bancaria italiana (Abi)  per finanziare progetti di  solidarietà. Tanto che Prosilidar nel 2011 è diventato il primo donatore  dell’Agenzia nazionale per i rifugiati dell’Onu (Unhcr) con cui proprio  l’altro giorno ha firmato un progetto interessante, di cui parlerò più  avanti.</p>
<p>Prima però un paio di riflessioni: niente di male che sia il credito  privato a finanziare progetti di solidarietà. Anzi, vista l’ordinaria  attività speculativa che caretterizza la finanza sembra il minimo che  una parte (piccolissima, ovviamente) di quelle ricchezze vada a  finanziare progetti di solidarietà – fermo restando che in Prosolidar  donano anche i dipendenti, che certo “colpe” non hanno. Però vale la  pena osservare che in periodo di crisi gli Stati hanno tagliato ovunque e  tanto più su tutto il “comparto” della cooperazione internazionale.  Niente di male, abbiamo già tanti problemi a casa nostra? Sì certo, però  poi non andiamo dicendo che gli immigrati che tentano di mettere piede  in Europa andrebbero “aiutati a casa loro”.</p>
<p>Infatti, per fortuna che c’è Prosolidar. Perché vale la pena  osservare che in Italia (compreso su questo sito, basta vedere i  commenti ai post di questo blog) un numero sempre maggiore di persone  sostiene questa massima. “Aiutiamoli a casa loro”. Va bene, ma chi li  aiuta? Nell’ultima relazione dell’Ocse <a href="http://www.oecd.org/document/24/0,3343,en_2649_34637_2671576_1_1_1_1,00.html">“Society at a glance” </a>è  risultato che solo il 27% degli italiani ha effettuato donazioni o  fatto volontariato nel mese di rilevazione (aprile) contro una media  Ocse del 39%. Ma lo scarso interesse degli italiani a mettere la mano al  portafogli per aiutare gli altri è un <a href="http://http//www.fundraising.it/guida-al-fund-raising/le-donazioni-in-italia/">dato costante</a>, affatto correlato alla crisi (che certo lo ha peggiorato).</p>
<p>Detto questo il progetto Unhcr-Prosolidar, a cui l’Agenzia Onu tiene  molto, è importante e innovativo, e merita di essere pubblicizzato. Si  chiama <a href="http://www.unhcr.it/news/print/981/28/unhcr-e-prosolidar-insieme-per-migliorare-la-vita-dei-rifugiati-in-sudan-tutelando-l-ambiente.html">“Light years ahead”</a> e verrà “esportato” per il momento in due campi profughi gestiti  dall’Unhcr in Sudan dove sono ospitati 29 mila rifugiati somali, eritrei  ed etiopi (per inciso le stesse nazionalità che approdano a Lampedusa o  che lasciamo morire in mare). Con 480 mila euro verrà migliorata  l’illuminazione del campo – presto verrà esteso ad altri 12 campi per un  totale di 450 mila rifugiati – e tutte le famiglie avranno in dotazione  una pentola a basso consumo. Obiettivo: migliorare la sicurezza nel  campo, infatti accade che le donne che vanno a far legna si trovano in  zone poche illuminate e vengono stuprate. Permettere alle famiglie di  poter cucinare autonomamente. Ma contemporaneamente salvare l’ambiente,  perché in questo modo si calcola che verranno “salvate” 34 mila  tonnellate di legna.</p>
<p>Riuscirà il tentativo di conciliare i diritti umani con quelli  ambientali? La strada del futuro è questa. E certo non dovrebbe  cominciare solo dai campi profughi.</p>
<p>babelblog    intrecci e migrazioni a cura di Cinzia Gubbini tratto dal Manifesto</p>
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		<title>Catena Umana Contro il Nucleare</title>
		<link>http://www.isotterranei.org/2011/04/catena-umana-contro-il-nucleare/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 09:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[CATENA UMANA PACIFICA. LECCE PIAZZA SANT'ORONZO.
PER ABBRACCIARE IL NOSTRO TERRITORIO E PROTEGGERLO DAL NUCLEARE.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATENA UMANA PACIFICA<br />
PER ABBRACCIARE  IL NOSTRO TERRITORIO E PROTEGGERLO  DAL NUCLEARE.</p>
<p>TUTTA  LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE: COLORIAMO LA PIAZZA DI  GIALLO E DI VERDE (portate magliette, cappellini, giubbini  catarifrangenti, ecc.), TUTTI UNITI (senza simboli di associazioni o  partiti) PER RIBADIRE ANCORA UNA SCELTA DI PACE CHE GUARDA AL FUTURO!</p>
<p>Buoni motivi per partecipare:</p>
<p>Il nucleare è molto pericoloso<br />
L’incidente  di Fukushima, ancora in corso, ha dimostrato ancora una volta la  pericolosità di questa fonte di energia. Non possiamo dimenticare la  tragedia di Cernobyl che ha causato e causerà nel futuro migliaia di  vittime e ancora oggi a 23 anni di distanza mostra ancora impatti sia  sulla flora che sulla fauna.<br />
Autorevoli studi hanno mostrato l’evidenza di leucemie infantili nelle aree vicino alle centrali nucleari.</p>
<p>Il nucleare è troppo costoso<br />
Secondo il Dipartimento USA dell’energia il nucleare è la fonte più costosa tra quelle ad oggi competitive, eolico incluso.<br />
Se  poi teniamo conto dello smaltimento delle scorie e dello smantellamento  e bonifica degli impianti nucleari, i costi per noi e le future  generazioni saranno ancora più elevati.</p>
<p>Il nucleare non genera indipendenza energetica<br />
Se il nucleare dovesse tornare in Italia, continueremo a importare petrolio per i trasporti e diventeremo<br />
dipendenti  dall’estero per l’Uranio e per la tecnologia, visto che i reattori EPR,  che si vorrebbero costruire, sono un brevetto francese. La Francia,  leader del nucleare, ha consumi procapite di petrolio superiori a quelli  italiani.</p>
<p>Il nucleare:  più è lontano e minori sono i rischi<br />
Alcuni  sostengono che il rischio nucleare c’è già, essendo l’Italia circondata  da reattori. È una affermazione scorretta: anche se non è mai nullo, il  rischio per le conseguenze di un incidente diminuisce maggiore è la  distanza dalla centrale. Le Alpi, come si è visto nel caso di Cernobyl,  sono una parziale barriera naturale per l’Italia.</p>
<p>E al referendum del 12-13 giugno VOTA SI per FERMARE IL NUCLEARE!</p>
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		<title>Giustizia sotto sequestro intervista a Don Luigi Ciotti.</title>
		<link>http://www.isotterranei.org/2011/04/giustizia-sotto-sequestro-intervista-a-don-luigi-ciotti/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 12:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[libera]]></category>
		<category><![CDATA[Processi]]></category>
		<category><![CDATA[riforma ad personam]]></category>

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		<description><![CDATA[ "Non basta più indignarsi. Anzi indignazione è una parola di cui s'è fatto abuso, che dovremmo cancellare dal vocabolario. Dobbiamo provare disgusto. Penso che il "processo breve" sia un aspetto di quella che viene chiamata riforma ma che è in realtà un "sequestro" della giustizia". Non usa mezzi termini don Luigi Ciotti, fondatore del gruppo Abele e presidente di Libera, nel commentare la legge sul processo breve appena varata dal Parlamento. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em>&#8220;Non basta più indignarsi. Anzi indignazione è una parola di cui s&#8217;è  fatto abuso, che dovremmo cancellare dal vocabolario. Dobbiamo provare  disgusto. Penso che il &#8220;processo breve&#8221; sia un aspetto di quella che  viene chiamata riforma ma che è in realtà un &#8220;sequestro&#8221; della  giustizia&#8221;. Non usa mezzi termini don Luigi Ciotti, fondatore del gruppo  Abele e presidente di Libera, nel commentare la legge sul processo  breve appena varata dal Parlamento.</p>
<p><strong>I processi oggi durano mediamente sette anni. Non è un&#8217;inciviltà giuridica?<br />
</strong>&#8220;Beninteso,  dobbiamo augurarci una giustizia efficiente, capace di arrivare quanto  prima a un giudizio. L&#8217;accertamento della verità è un diritto di tutti,  degli accusati come delle vittime. Ma questa riforma sembra tagliata a  misura di certi processi che vedono coinvolto un singolo imputato. E  questo è uno scandalo per la democrazia, perché viola il principio  costituzionale dell&#8217;uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. E un  ulteriore passo verso quella deriva che la trasforma da democrazia in  &#8220;plutocrazia&#8221;, potere del denaro sulle vite e sulle coscienze delle  persone&#8221;.</p>
<p><strong>Molti familiari delle vittime delle stragi protestano perché vedono cadere molti processi. E&#8217; davvero così?<br />
</strong>&#8220;Ancora  si sta cercando di valutare le ricadute della riforma su alcuni  processi per fatti che hanno colpito tante persone e causato tante  vittime. Non voglio addentrarmi negli aspetti tecnici perché non ne ho  le competenze. Ma mi sembra già grave che molti familiari delle vittime  si sentano minacciati nelle loro speranze di giustizia&#8221;.</p>
<p><strong>I reati di mafia, strage e terrorismo sono stati tenuti fuori dalla legge che accorcia i tempi della prescrizione.<br />
</strong>&#8220;È  vero che la norma prevede l&#8217;eccezione per reati come mafia e  terrorismo. Ma non si tiene conto ad esempio della corruzione, che della  mafia è quasi sempre il terreno di coltura. E questa non è una  &#8220;dimenticanza&#8221;, dal momento che il primo processo a decadere in virtù  della riforma sulla prescrizione breve &#8211; al punto da impedire al  Tribunale di emettere persino la sentenza di primo grado &#8211; sarà il  &#8220;processo Mills&#8221;, in cui quel singolo imputato è accusato, guarda caso,  di corruzione&#8221;.</p>
<p><strong>La legge emanata ieri dal Parlamento è secondo lei una legge ad personam per tirare fuori dai guai Berlusconi? </strong><br />
&#8220;Che  sia una legge ad personam, l&#8217;ennesima, mi pare lo dimostrino i fatti,  le troppe strane coincidenze. Mi chiedo come tutto questo possa essere  compatibile con l&#8217;etica, sia essa cattolica o laica. Paolo VI disse che  &#8220;la politica è la più alta ed esigente forma di carità&#8221;. Sono parole che  sollecitano tutti, indipendentemente dai riferimenti religiosi e  culturali, alla politica come sforzo per il bene comune&#8221;.</p>
<p><strong>I cattolici non dovrebbero far politica in nome del bene comune e non del bene privato?<br />
</strong>&#8220;La  politica ha nella democrazia il suo ideale più nobile ma anche il più  impegnativo, perché chiede a ciascuno di sostenerlo non a parole ma con i  fatti, nella coerenza, nella sobrietà dello stile di vita, nella  condivisione, nell&#8217;attenzione agli altri, nell&#8217;impegno per combattere i  privilegi, le disuguaglianze, i monopoli, le forme d&#8217;impunità. È una  tensione costante, che non ammette cedimenti. Occorrono coscienze  sveglie, non anime complici o dormienti. Dobbiamo ritrovare insieme il  senso di una politica capace di soddisfare il bisogno di verità, la  &#8220;fame e sete&#8221; di giustizia delle persone e della partecipazione che  permette di dare senso alla vita. Don Tonino Bello, grande vescovo di  Molfetta e guida di Pax Christi, diceva ai politici cattolici: «amate  senza riserve la gente che Dio vi ha affidato. A Lui, prima che al  partito, un giorno dovrete rendere conto».</p>
<p><strong>Come  dovrebbero reagire gli italiani a tutto questo? Non le pare che in  generale il ruolo dei cattolici in queste vicende politiche sia di quasi  totale estraneità?<br />
</strong>&#8220;L&#8217;ho detto all&#8217;inizio, non basta più  indignarci. Dobbiamo ribellarci. Ribellarci eticamente e pacificamente,  ma ribellarci. All&#8217;impotenza e alla rassegnazione, all&#8217;indifferenza e  alla superficialità, che sono le grandi malattie spirituali del nostro  tempo&#8221;.</p>
<p><strong>Non sembra di vedere un grande ribollimento&#8230;<br />
</strong>&#8220;Se  la deriva è arrivata fino a questo punto non è solo a causa di chi si è  reso complice dello scempio di democrazia, chi in Parlamento ha  sostenuto il falso sapendo che fosse il falso, dei tanti che ancora si  fanno ipnotizzare da informazioni truccate, realtà rovesciate, esercizi  retorici per nascondere la verità. Ma anche perché troppi sono stati  alla finestra silenti e con le mani in mano, sottovalutando il rischio  che tutti stavamo correndo. La rinascita politica, economica e sociale  non può avvenire senza un risveglio generale delle coscienze, senza una  ribellione etica che, nel segno della Costituzione, ridia al nostro  paese la dignità e la libertà per cui tante persone si sono battute e  hanno sacrificato la loro vita&#8221;.</p>
<p><em>dal sito </em><a title=" (Questo collegamento aprirà una nuova finestra)&quot; href=&quot; (Questo collegamento aprirà una nuova finestra)" href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4558"><em>www.famigliacristiana.it</em></a><br />
<a title=" (Questo collegamento aprirà una nuova finestra)&quot; href=&quot; (Questo collegamento aprirà una nuova finestra)" href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4558"><em></em></a></p>
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		<title>Manduria, respinto il Polibus di Emergency.</title>
		<link>http://www.isotterranei.org/2011/04/manduria-respinto-il-polibus-di-emergency/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 12:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Emergency]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Tendopoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Per le autorità c'è già una struttura sanitaria e non ne servono altre. Nel centro sono in arrivo altri 700 migranti - Il Polibus di Emergency non potrà operare all'interno del campo di accoglienza allestito a Manduria, né nell'area della stazione ferroviaria locale, dove si sono raccolti i migranti trafseriti dal centro di prima accoglienza di Lampedusa, in attesa di partire in treno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per le autorità c&#8217;è già una struttura sanitaria e non ne servono altre.  Nel centro sono in arrivo altri 700 migranti &#8211; Il Polibus di Emergency  non potrà operare all&#8217;interno del campo di accoglienza allestito a <a href="http://manduria.virgilio.it/">Manduria</a>,  né nell&#8217;area della stazione ferroviaria locale, dove si sono raccolti i  migranti trafseriti dal centro di prima accoglienza di Lampedusa, in  attesa di partire in treno. Ne dà notizia il sito Maruggiolife.  L&#8217;incredibile decisione è stata giustificata con la presenza in loco di  un dispositivo sanitario che renderebbe inutili e superflue le strutture  offerte da Emergency, che ieri ha fatto arrivare il Polibus (un  pulman-ambulatorio), a bordo del quale opererà il suo personale, il cui  arrivo è previsto per oggi. Intanto, la situazione all&#8217;interno del campo  di <a href="http://manduria.virgilio.it/">Manduria</a> non sembra sotto  controllo e potrebbe farsi estremamente tesa, dal momento che è atteso  l&#8217;arrivo di altri 700 migranti. Il 15, comunque, il Polibus dovrebbe  riuscire a sistemarsi in un terreno adiacente al campo e far partire le  operazioni di soccorso, grazie alla disponibilità del proprietario  dell&#8217;appezzamento.</p>
<p>Articolo tratto da peace reporter</p>
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		<title>L&#8217;ALLARME DELL&#8217;UNHCR 800 migranti «desaparecidos» in due settimane</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 12:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[UNHCR]]></category>

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		<description><![CDATA[Da due settimane 800 migranti mancano all'appello: oltre ai 250 morti nel naufragio dello scorso 6 aprile nel Canale di Sicilia, non si hanno notizie di 560 persone partite su tre barconi e mai arrivate a destinazione».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div>
<div>«Da due settimane 800 migranti mancano  all&#8217;appello: oltre ai 250 morti nel naufragio dello scorso 6 aprile nel  Canale di Sicilia, non si hanno notizie di 560 persone partite su tre  barconi e mai arrivate a destinazione». È l&#8217;allarme lanciato da Laura  Boldrini, portavoce dell&#8217;Unhcr, l&#8217;Alto commissariato Onu per i  rifugiati. «Questo significa &#8211; aggiunge &#8211; che una persona su cinque non  ce l&#8217;ha fatta ad arrivare. L&#8217;Unhcr e l&#8217;agenzia Habeshia ricevono  numerose chiamate da parte di parenti dei migranti. Le telefonate  arrivano da persone che vivono in Europa e che chiedono notizie dei loro  congiunti. Molti vorrebbero andare a Lampedusa e portare foto per il  riconoscimento, ma sono dissuasi dalle autorità, anche perché i cadaveri  dei naufraghi non sono mai stati recuperati ed è impossibile procedere  all&#8217;identificazione e dare sepoltura ai morti».</div>
</div>
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		<title>RI-GIOCATTOLIAMOLI!Il 5 gennaio alla Cianfrusoteca una giornata di raccolta e scambio di giocattoli inutilizzati.</title>
		<link>http://www.isotterranei.org/2011/01/ri-giocattoliamoliil-5-gennaio-alla-cianfrusoteca-una-giornata-di-raccolta-e-scambio-di-giocattoli-inutilizzati/</link>
		<comments>http://www.isotterranei.org/2011/01/ri-giocattoliamoliil-5-gennaio-alla-cianfrusoteca-una-giornata-di-raccolta-e-scambio-di-giocattoli-inutilizzati/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 17:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[befana]]></category>
		<category><![CDATA[Cianfrusoteca]]></category>
		<category><![CDATA[giocattoli]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[riutilizzo]]></category>

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		<description><![CDATA[5 di gennaio dalle ore 15.30 alle ore 20.00 alla Cianfrusoteca con i vostri "vecchi" giocattoli per donarli, per barattarli o meglio ancora per RI-GIOCATTOLARLI. Offrirete a tutte le Befane la possibilità di scendere da ogni camino.
Dona, baratta, riusa: l’inutile ritorna utile! Associazione Cianfrusocoop Piazza Pertini -73015 - Salice Salentino (Le)
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>Il 6 gennaio non è un giorno qualsiasi, giorno della Befana, per i bambini è tra i più attesi di tutto l&#8217;anno. Tutti in qualche modo aspettano impazienti il materializzarsi di una sorpresa vicino le ceneri del caminetto. Non sempre, però, è così. Per alcuni diventa un continuo e deludente su e giù dal letto già alle prime ore del mattino.</p>
<p>Per molti di loro un giocattolo dura appena il tempo della scoperta di un nuovo gioco,  visto tra le mani di un amichetto caro o artatamente desiderato per via delle tecniche di persuasione pubblicitaria. Fatto sta che in ogni casa abitata da bambini, una catasta di giocattoli &#8220;superati&#8221; attendono un soluzione liberatoria.</p>
<p>Come ha acutamente osservato Giuseppe De Rita, nel corso della presentazione 44° Rapporto Censis sulla situazione economico sociale del Paese, &#8220;l&#8217;offerta ha neutralizzato il desiderio. Ti danno cose che non hai desiderato, pensate quanti nostri figli o nipoti giocano con giocattoli che non hanno mai desiderato. I nonni, gli zii, gli amici durante il compleanno li portano lì e loro non hanno mai desiderato quel giocattolo&#8221;.</p>
<p>Abbiamo pensato che raccogliendo, ridistribuendo e barattando molti di questi giocattoli facendoli confluire tutti in un luogo, si potesse favorirne il riutilizzo. In tal modo non solo si eviterebbe un nuovo acquisto in un periodo di secca economica, ma soprattutto si offrirebbe un contributo importante alla riduzione degli sprechi di risorse naturali e un concreto sostegno alla diffusione di una cultura del riuso.</p>
<p>Motivo per cui, vi aspettiamo numerosi, il <strong>5 di gennaio dalle ore 15.30 alle ore 20.00</strong> alla Cianfrusoteca con i vostri &#8220;vecchi&#8221; giocattoli per donarli, per barattarli o meglio ancora per RI-GIOCATTOLARLI. Offrirete a tutte le Befane la possibilità di scendere da ogni camino.</p>
<p>Dona, baratta, riusa: l’inutile ritorna utile!</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline"> </span></strong></p>
<p><strong><em>Cos’è la CIANFRUSOTECA</em></strong><em> </em></p>
<p>La  <strong>Cianfrusotec<em>a </em></strong>è un<strong><em> </em></strong>luogo che raccoglie cianfrusaglie, oggetti e beni che conservano ancora un certo valore d’uso, e dove è possibile scambiare, donare e riusare oggetti senza usare il denaro. La Cianfrusoteca, modo nuovo per facilitare un flusso ciclico dell’usato, nasce come un servizio di eco-sostenibilità ambientale.</p>
<p>La finalità del progetto è allungare la vita ad oggetti e beni usati per ridurne lo spreco di risorse naturali derivante da uno smaltimento precoce.</p>
<p>Il progetto, vincitore del Bando Principi Attivi e finanziato dalla Regione Puglia come una tra le idee più innovative per un futuro migliore, è stato pensato e realizzato dall’associazione <em>Cianfrusocoop</em> in collaborazione con il Comune di Salice Salentino.</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EwDTjAGfwfc?fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/EwDTjAGfwfc?fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Associazione Cianfrusocoop</p>
<p>Piazza Pertini -73015 &#8211; Salice Salentino (Le)</p>
<p>tel. 333 1137368 &#8211; 347 8425837</p>
<p><a href="mailto:info@cianfrusoteca.org">info@cianfrusoteca.org</a></p>
<p><a href="http://www.cianfrusoteca.org/">www.cianfrusoteca.org</a><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline"> </span></strong></p>
<p><em>Info stampa: Massimiliano Guerrieri 333-1137368 </em><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>&#8220;VOGLIAMO VIVERE&#8221; di Alex Zanotelli</title>
		<link>http://www.isotterranei.org/2010/10/vogliamo-vivere-di-alex-zanotelli/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 09:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Bertolaso]]></category>
		<category><![CDATA[Camorra]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Tersigno.]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera del Padre Comboniano Alex Zanotelli sull'ennesima crisi dei Rifuiti in Campania.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>É stata questa la settimana che ha fatto esplodere la grande bugia  sui  rifiuti a Napoli. Nel luglio 2008 Berlusconi annunciava in tv che  la tragedia  della ‘monnezza’ in Campania era risolta. In questa  settimana La ‘monnezza’ per  strada (Napoli e provincia), e la  ribellione della gente di Terzigno e  Boscoreale contro le discariche  nel Parco Nazionale del Vesuvio hanno sgonfiato  il ‘pallone’ mediatico.</p>
<p>Nell’anno  diciassettesimo dal primo commissariamento, dobbiamo ammettere che   siamo in piena crisi rifiuti. Ho vissuto in prima persona questa  drammatica  settimana che ha visto i paesi vesuviani ribellarsi  all’imposizione di un’altra  discarica nel loro territorio,la Cava  Vitiello, che potrebbe contenere 15  milioni di tonnellate di rifiuti. E  questo nel Parco Nazionale del Vesuvio! La  stessa Unione Europea ha  giudicato questo «un’aberrazione». Sono stato a  Boscoreale (adiacente  alla discarica), per portare la mia/nostra solidarietà  alla popolazione  che la notte precedente era stata picchiata a sangue dalla  polizia e  al sindaco che faceva lo sciopero della fame. Quella resistenza civile  e  pacifica si era scontrata con le forze dell’ordine che avevano  manganellato i  manifestanti inermi, con le mani alzate.</p>
<p>A  queste persone umiliate e ferite, sono arrivate come balsamo le parole  del  vescovo Depalma di Nola (NA): «La chiesa è solidale con le migliaia  di persone  che in questi giorni giustamente protestano per difendere  la loro terra e la  propria vita. Tale protesta è sacrosanta e non è nel  modo più assoluto  influenzata o originata da presenza camorristica.  Dire che dietro la protesta  c’è la camorra è solo creare un alibi per  nascondere le carenze o le  inadempienze delle istituzioni».</p>
<p>A  notte fonda, ci siamo incamminati con tanta gente verso la rotonda di  Via  Panoramica, dove i cittadini dei paesi vesuviani(Boscoreale,  Boscotrecase e  Terzigno) hanno allestito un presidio. Ci ha  accompagnati, in questo tragitto un  odore nauseabondo, di discarica,  che mi ha fatto ricordare la puzza  insostenibile della discarica Di  Korogocho (Nairobi-Kenya)!</p>
<p>É una puzza che avvolge tutti i paesi  vesuviani e fa vomitare la gente. In  prossimità della discarica, ad  accoglierci ci sono i poliziotti anti-sommossa,  armati fino ai denti.  Il confronto con i poliziotti diventa serrato. C’è chi  urla, chi  piange, chi chiede spiegazioni, chi insulta. «Caricatemi», urla una   donna che fronteggia la polizia. «Sono qui per essere caricata! Lotto  per la  vita dei miei 6 figli e 4 nipoti. Voglio che vivano, non che  muoiano! Sono stata  operata di cancro (mostra la ferita!), non mi  importa della mia vita. voglio che  i miei figli e nipoti vivano.  Caricatemi!».</p>
<p>Sui volti delle persone leggo la rabbia, la  disperazione, l’impotenza. Verso  mezzanotte, un amico mi sussurra  all’orecchio: «Ti aspettano a  Terzigno,andiamo!». Ci rimettiamo in  macchina. E la puzza diventa nostra  compagna di viaggio! Com’è  possibile -mi chiedo- che siamo ancora alle prese con  il problema dei  rifiuti? Non era già stato tutto risolto dal Governo Berlusconi,  due  anni fa? Purtroppo in questo paese la menzogna diventa verità! Davvero  la  Menzogna regna sovrana! La verità è un’altra! La Campania è  diventata da venti  anni lo sversatoio nazionale dei rifiuti tossici,  per un accordo criminale fra  industria del Centro-Nord e la camorra.</p>
<p>La  criminalità organizzata ha fatto il lavoro sporco di seppellire i  rifiuti  tossici nel Triangolo della morte, nelle Terre dei fuochi e nel  Casertano. I  Rifiuti tossici producono diossine che bombardano  soprattutto le donne incinte e  i neonati: le conseguenze sono tumori,  leucemie, malformazioni. Recentemente la  Procura di S.Maria Capuavetere  (Caserta), ha affermato che in quella zona c’è un  80% in più di tumori  sulla media nazionale. Al disastro dei rifiuti tossici,  dobbiamo  aggiungere il disastro ecologico dei rifiuti ordinari, che deve essere   riconosciuto come crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che  coprono  enormi interessi finanziari. É stata la vittoria dei potentati   economico-finanziari che hanno costretto la politica a scegliere la  strada delle  discariche e dell&#8217;incenerimento. La migliore espressione  di tutto questo è il  Decreto 90(2008) del governo Berlusconi che impone  alla Campania, con la forza  militare, 12 megadiscariche e 4  inceneritori. Se i 4 inceneritori entreranno mai  in funzione, la  Campania dovrà importare rifiuti dal resto d’Italia per farli   funzionare. (Per la verità c’è finora un solo inceneritore, quello di  Acerra,  che potrebbe bruciare 600.000 tonnellate l’anno, ma solo una  delle tre linee di  lavoro funziona). Le nuove amministrazioni  provinciali (Cesaro) e regionali  (Caldoro), confermano il bando per i  due inceneritori di Napoli Est e di  Salerno, ma se ne prevedono ancora  un paio:uno a Giugliano, dedicato alle famose  ecoballe (7 milioni di  tonnellate accatastate alla Taverna del Re!) e un altro a  S.Maria La  Fossa.</p>
<p>Sappiamo che anche gli inceneritori producono  diossine e nano particelle e  questo in un territorio già minato dai  rifiuti tossici. É chiaro che non si  vuole la raccolta differenziata (è  una scelta politica!), perché se venisse  fatta seriamente (al 70%),  non ci sarebbe bisogno degli inceneritori. E tutto  questo ci viene  imposto con la forza militare, con il divieto di resistenza o  dissenso,  pena la prigione. Arrivati a Terzigno, sono in tanti all’una di notte  a  dire no alla nuova discarica , a rivelare la verità delle cose contro  la  menzogna di O’ Sistema. Chiedo a tutti di unirsi a tutte le altre  comunità di  resistenza. Come Chiaiano , dove da anni uno zoccolo duro  sta resistendo a  quella discarica nel cuore di Napoli, a 800 metri dal  polo ospedaliero della  città. É una resistenza incredibile quella di  Chiaiano che non ha mai accettato  quella ferita mortale inflitta al suo  territorio. Altrettanto incredibile è  l’inventività dei paesi  vesuviani, in particolare delle donne. Il 26 settembre  le «donne  vulcaniche» (così si definiscono) di Boscoreale occupano i tre  istituti  superiori della cittadina. Lo stesso giorno i sindaci dei Comuni   Vesuviani, dopo l’incontro con il presidente della provincia Cesaro, gli  dicono:  «Noi sindaci restiamo e dormiamo qui, siamo in occupazione».</p>
<p>Un&#8217;occupazione  che durerà fino al giorno seguente quando i sindaci ricevono  la  promessa di un tavolo previsto per il 30 settembre con Caldoro e  Cesaro.«Non  siamo disposti -diranno i sindaci- a svendere la nostra  salute». Il 30 settembre  Giornata di lutto cittadino nei quattro  Comuni. Saracinesche abbassate, scuole  deserte, uffici pubblici chiusi e  manifesti funebri ai muri:gesto simbolico per  la morte del Parco  Nazionale del Vesuvio. Il 1 ottobre una grande marcia da  Terzigno per  arrivare alla discarica di Boscoreale. Una marcia di solidarietà  con  questo popolo abbandonato e umiliato. Basta con un Sistema che schiaccia  e  uccide. Marcio anch’io nel cuore della notte, con tanti resistenti  da Chiaiano,  Pianura, Napoli&#8230; É solo unendoci insieme che vinceremo.  Il 3 ottobre le «mamme  vulcaniche» accompagnate dai Sindaci sono  partite alle sei del mattino a piedi,  per recarsi al Santuario di  Pompei per la Supplica alla Madonna. É stato il  Vescovo di Pompei, C.  Liberati, a ricevere quelle mamme bravissime: «Le mamme  sono  preoccupate -grida il Vescovo- perché non vogliono vedere contaminati   l&#8217;ambiente e l’acqua». E continuiamo così a camminare senza stancarci,  con  queste comunità impegnate a difendere la vita. Ed è questo il posto  giusto dove  restare, a fianco di tanti fratelli e sorelle impegnate  contro un sistema di  morte. «Essere a favore della vita o della morte.  Ogni giorno vedo con più  chiarezza che è questa l’opzione da seguire  –amava dire Romero camminando con il  suo popolo. In ciò non esiste  neutralità possibile. O serviamo la vita o siamo  complici della morte  di molti esseri umani. Qui si rivela qual è la nostra fede:  o crediamo  nel Dio della vita o usiamo il nome di Dio servendo i carnefici di   morte».</p>
<p><em>P. Alex Zanotelli</em></p>
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