Subculture

Scalpellate lisce o in ghiaccio?

-“Scusami, ti posso fare una domanda?” -“Dimmi.” -“Abbiamo fatto una scommessa. Cena dopo calcetto o cena fra colleghi?” -“Colleghi.” -“Allora ho vinto io!” Stralcio di conversazione realmente ascoltata più o meno direttamente questa sera. Da queste poche righe si envicono due cose. La prima: si è quasi perso l’uso dei punti alla fine di una frase fra virgolette. Fortunatamente io non rispecchio questo trend. Inoltre le ragazze nei dialoghi scritti fanno terminare le loro esclamazioni o con un punto esclamativo o con uno interrogativo. La seconda: siamo uno stereotipo vivente. Mi... Leggi tutto »

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Scalpellate, pizza, mandolino, mamma…sai che c’è è arrivato el merendero

E’ proprio vero che alla Svizzera è tutta un’altra cosa. Ginevra è meje ‘e Zurigo. Shora – Malval Vengo al dunque. Questo è il gruppo con il più saggio uso del delay al mondo. Hanno anche il batterista più nervoso della terra. Ma non quel nervosismo epilettico à la Kevin Shea [di cui è possibile osservare una foto con il sottoscritto ed altri squasacani qui (Vogue, Luglio 2010)], nè quel nervosismo da donnola impazzita dopo aver conseguito... Leggi tutto »

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Scalpello ma non mollo

Ho appena finito di vedere per la settima volta in due giorni questo video: L’ho fatto per due motivi principali: - Lei è una maschiaccia - Lei è platealmente una maschiaccia Fatta questa premessa, mi chiedo perché Indiepassere ( http://baffonesbrodolone.wordpress.com/ ) non ne abbia ancora parlato. Grasslung – Sincere void La cosa bella nel recensire un disco ambient è che si può anche non parlare di musica. L’importante è usare aggettivi desueti e che, loro sì, suonino bene. Aggettivi come “affettato”, “malversazione”, “riottoso”, e soprattutto “borra”.... Leggi tutto »

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It’s easy like a Scalpellata

Una volta avevo i capelli come Lionel Richie… Neil Young – Le noise Una spiazzante avventura sonica. Neil Young sfida sé stesso e tutti noi. Otto tracce, un uomo e la sua chitarra. Si affida al suo amico Daniel Lanois, canadese come lui (‘sti canadesi ultimamente…), per spremere il più possibile la sua anima elettrica. Alla fine della terza traccia sono già in piedi ad applaudire da solo. Canzoni con e senza barba. Queste ultime sono due pezzi acustici, che a mio avviso aggiungono all’opera del vecchio hippie le stesse novità che un nuovo album dei Weezer apporta alla storia della... Leggi tutto »

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Scalpellate qualunque, Scalpellate italiane, il peggio sembra essere passato

La notte è un dirigibile che ci porta via, lontano… Lynx – s/t (Stesso titolo? Senza titolo? Self titled, signori!) Se dico Dave Konopka a qualcuno fischieranno le orecchie. Mi riferisco a Dave Konopka nel particolare, che, mentre in questo istante sta cercando di riempire il vuoto lasciato nei Battles dal simpatico Tyondai (che ricordiamo essere originario di San Dana), anni or sono (nel 2000) apriva il decennio più sottovalutato della storia della musica con questo piccolo gioiellino ormai fuori stampa. (Mi piace usare il termine gioiellino ndr.).( Mi piace anche scrivere ndr… ndr.... Leggi tutto »

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Scalpellate di un uomo di stato (nota a margine (come Fermat))

Un uomo pubblico non deve tenere nulla segreto. Un giorno anch’io, come Ciampi, raccoglierò in dei diari le mie scalpellate e le consegnerò all’archivio storico del Quirinale, per permettere ai futuri studiosi che indagheranno sull’attuale periodo storico di comprenderlo a fondo, in tutte le sue sfumature.

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Scalpellate: il dopo.

Come promesso, la conclusione dell’esperimento iniziato ieri. E, come ieri, mi scappa ancora la cacca. Black Mountain – Wilderness heart L’album è perfetto per la location in cui è stata scritta la recensione precedente. Questo disco infatti è proprio una bella cacata. Sono stato troppo gentile nei pregiudizi. Così facendo vi ho tradito, cari amici. In realtà, io pensavo male di quest’album, poiché c’è troppo hype attorno ad esso, però ne ho voluto parlar bene, o comunque non male, per avere un espediente narrativo. In questo modo è stato amplificato l’effetto delle mie... Leggi tutto »

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Scalpellate: il prima

Oggi facciamo un esperimento. Recensirò un disco pregiudizialmente, senza prima ascoltarlo. Domani (che è fratello del mai, n.d.r.), lo ascolterò e dopodomani (che è fratello del dopomai n.d.r.), se riuscirò a smetterla di autocompiacermi per queste divertentissime note del redattore, scriverò una recensione vera propria. Inoltre, c’è un’altra novità: vi scrivo dal cesso. Black Mountain – Wilderness heart Il collettivo canadese (perché dire gruppo è da sfigati), fra i massimi esponenti della Jagjaguwar (capirai), dona a noi tutti questo piccolo gioiellino. Il loro space-gommoso-rock,... Leggi tutto »

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