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	<title>i Sotterranei - Circolo ARCI &#187; free jazz</title>
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	<description>Circolo ARCI</description>
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		<title>Ron Anderson&#8217;s PAK (USA)</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 16:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Maria Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[free jazz]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[post rock]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentale]]></category>

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		<description><![CDATA[A distanza di nove anni torna sul placo de I Sotterranei Ron Anderson, compositore culto della scena sperimentale americana, da anni uno dei nomi di riferimento della Tzadik Records di John Zorn. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di nove anni torna sul placo de I Sotterranei Ron Anderson!</p>
<p>PAK è il gruppo di punta di Ron Anderson, compositore culto della scena  sperimentale americana, da anni uno dei nomi di riferimento della Tzadik  Records di John Zorn. Quella che vedremo sul palco de I Sotterranei è la  famosa Version 4 del progetto PAK, in cui Ron Anderson passa dalla  chitarra al basso ed è affiancato dal trombettista Tim Byrnes e da Keith  Abrams alla batteria.  Se mischiate Otis Redding, Captain Beefheart,  Gentle Giant e i Talking Heads cosa ottenete? Ron Anderson&#8217;s PAK  ovviamente!</p>
<p>Con il concerto dei  Ron Anderson’s PAK iniziano i festeggiamenti per il  decimo compleanno de I Sotterranei. I festeggiamenti dureranno oltre un  anno e, tra le tante iniziative, vedranno ritornare sul palco le  migliori band tra tutte quelle che hanno suonato in questi dieci anni.  More on this later!</p>
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		<title>Luca TARANTINO e Vito DE LORENZI. CONCERTO INEDITO. UNICA DATA</title>
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		<comments>http://www.isotterranei.org/2011/01/luca-tarantino-e-vito-de-lorenzi-concerto-inedito-unica-data/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 16:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Maria Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[free jazz]]></category>
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		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bardoscia]]></category>
		<category><![CDATA[soundmakers]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il grandissimo successo dei primi due appuntamenti, prosegue la seconda edizione di “Soundmakers. Creazioni jazz sotterranee”, la rassegna di musica jazz ideata e diretta da Marco Bardoscia e Gian Maria Greco. Questo terzo appuntamento vede IN ESCLUSIVA l'incontro INEDITO tra l'oud, la chitarra spagnola e la chitarra battente di Luca Tarantino, rinomato liutista, chitarrista e arrangiatore, e le percussioni di Vito De Lorenzi, musicista tra i più apprezzati del panorama pugliese. Anche questo concerto, come tutti quelli di questa seconda stagione della rassegna è un progetto UNICO, nato per l’occasione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 15 gennaio 2011, ore 22:30</p>
<p><strong>Luca Tarantino (oud, chitarra spagnola, chitarra battente) e Vito De Lorenzi (percussioni) in concerto.</strong></p>
<p>Dopo il grandissimo successo dei primi due appuntamenti, prosegue la seconda edizione di “Soundmakers. Creazioni jazz sotterranee”, la rassegna di musica jazz ideata e diretta da Marco Bardoscia e Gian Maria Greco. Questo terzo appuntamento vede IN ESCLUSIVA l&#8217;incontro INEDITO tra l&#8217;oud, la chitarra spagnola e la chitarra battente di Luca Tarantino, rinomato liutista, chitarrista e arrangiatore, e le percussioni di Vito De Lorenzi, musicista tra i più apprezzati del panorama pugliese. Anche questo concerto, come tutti quelli di questa seconda stagione della rassegna è un progetto UNICO, nato per l’occasione.</p>
<p>Luca Tarantino è un musicista di fama internazionale, tra i principali specialisti in chitarra spagnola, chitarra battente e oud, suona e collabora da tempo con alcuni dei più importanti e famosi musicisti di musica antica e sperimentale, da Angelo Branduadi a Marcello di Lisa fino a The Clogs, il progetto sperimentale di eccellenza di Bryce Dessner dei The Nation.</p>
<p>Vito De Lorenzi è un famoso polistrumentista, rinomato sopratutto per le sue particolari sensibilità con le percussioni. Ha suonato e inciso con Teresa De Sio, Orchestra della Provincia di Lecce, Nidi d&#8217;Arac, Canzoniere Grecanico Salentino, Manigold e con Gianfranco Salvatore nel progetto Anima. È docente del corso propedeutico di tamburi a cornice nella Scuola di Musica Popolare del Conservatorio Tito Schipa di Lecce.</p>
<p>Centro di questa nuova stagione di “Soundmakers” è il concetto e la pratica dell&#8217;incontro nella musica jazz. Nella convinzione che l&#8217;incontro sia la cifra intima della musica, e più ingenerale dell&#8217;arte, i due ideatori della rassegna hanno creato una serie di incontri inediti tra strumenti, suoni, storie, sensibilità, esperienze e gusti diversi che porteranno alla creazione di nuove realtà ed esperienze. La rassegna ha visto la partecipazione di alcuni dei maggiori jazzisti e musicisti salentini (ma non solo): Raffaele Casarano, Alberto Parmegiani, Dario Congedo, Giorgio distante, Cesare Dell&#8217;Anna, Marco Bardoscia, Roberto Gagliardi, Alessia Tondo.</p>
<p>Questa seconda edizione si chiuderà con Luca Aquino (tromba – Benevento) e Redi Hasa (violoncello) il 19 febbraio.</p>
<p>Il progetto vede il sostegno ufficiale dal grande batterista francese Manu Roche, famoso per aver suonato per tanto tempo con Michel Petrucciani. Roche è anche un pittore apprezzato a livello internazionale. Ha concesso l&#8217;uso ufficiale dei suoi quadri per le locandine della rassegna.</p>
<p>Ingresso riservato ai soci ARCI.</p>
<p>Circolo Arci &#8220;I Sotterranei&#8221;</p>
<p>via delle Grazie, 5 &#8211; Copertino (Le)</p>
<p>http://www.isotterranei.org</p>
<p>http://www.myspace.com/isotterranei</p>
<p>http://www.youtube.com/group/isotterranei</p>
<p>http://www.facebook.com/isotterranei</p>
<p>Per concerti ed eventi: events@isotterranei.org</p>
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		<title>Raffaele Casarano e Roberto Gagliardi &#8211; EVENTO SPECIALE. DATA UNICA</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 17:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Maria Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[free jazz]]></category>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Casarano]]></category>
		<category><![CDATA[soundmakers]]></category>

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		<description><![CDATA[Forte del successo dello scorso anno, Sabato 20 novembre prende il via la seconda edizione di “Soundmakers. Creazioni jazz sotterranee”, la rassegna di musica jazz ideata e diretta da Marco Bardoscia e Gian Maria Greco. Come lo scorso anno, la rassegna sarà aperta da Raffaele Casarano che per l'occasione incontra Roberto Gagliardi, figura storica del jazz salentino. Sax, elettronica, harmonium, pifferi, flauti: due generazioni a confronto, un unico sound. CONCERTO UNICO, non sono previste repliche in futuro!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Forte del grandissimo successo dello scorso anno, Sabato 20 novembre prende il via la seconda edizione di “Soundmakers. Creazioni jazz sotterranee”, la rassegna di musica jazz ideata e diretta da Marco Bardoscia e Gian Maria Greco.</p>
<p style="text-align: justify;">Come lo scorso anno, la rassegna sarà aperta da Raffaele Casarano, giovane sassofonista salentino di grande rilievo nazionale, il cui ultimo album è uscito per la Tuk Music di Paolo Fresu, nonché direttore artistico e ideatore del “Locomotive Jazz Festival”.</p>
<p style="text-align: justify;">Raffaele Casarano incontra per l&#8217;occasione Roberto Gagliardi, figura storica del jazz salentino. Due generazioni a confronto, un unico sound. Si tratta di un CONCERTO UNICO questo che avrà luogo il 20 Novembre a I Sotterranei di Copertino (LE). “Ex-perimenti casuali” è un progetto nato per l’occasione e finirà alla fine del concerto, proprio per rendere più intenso il “pensiero” che sarà solo per una volta. Sax, elettronica, harmonium, pifferi, flauti e tutto ciò che suona. Il risultato? A sorpresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Centro di questa nuova stagione di “Soundmakers” è il concetto e la pratica dell&#8217;incontro nella musica jazz. Nella convinzione che l&#8217;incontro sia la cifra intima della musica, e più ingenerale dell&#8217;arte, i due ideatori della rassegna hanno creato una serie di incontri inediti tra strumenti, suoni, storie, sensibilità, esperienze e gusti diversi che porteranno alla creazione di nuove realtà ed esperienze.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei prossimi mesi la rassegna vedrà la partecipazione di alcuni dei maggiori jazzisti e musicisti salentini (ma non solo) che proporranno Marco Bardoscia, Vito De Lorenzi, Luca Aquino, Luca Tarantino, Redi Hasa, Alessia Tondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto vede il sostegno ufficiale dal grande batterista francese Manu Roche, famoso per aver suonato per tanto tempo con Michel Petrucciani. Roche è anche un pittore apprezzato a livello internazionale. Ha concesso l&#8217;uso ufficiale dei suoi quadri per le locandine della rassegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Raffaele Casarano e Roberto Gagliardi</p>
<p style="text-align: justify;">Nato nel 1981, Raffaele Casarano si avvicina allo studio del sassofono all&#8217;età di sette anni, mostrando sin da subito interesse per il jazz. Ha collaborato con numerosi artisti come Moni Ovadia, Negramaro e Buena Vista Social Club. Il suo nuovo album intitolato &#8220;Argento&#8221; è uscito per la famosa etichetta Tuk Music di Paolo Fresu. Il lavoro presenta numerosi duetti, tra i quali sono da citare i brani con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e con Daniele di Bonaventura, celebre suonatore di bandoneon.</p>
<p style="text-align: justify;">Roberto Gagliardi suona il sax dal 1975. Ha studiato jazz a Roma e  Bologna. Ha suonato con i più importanti gruppi leccesi con i quali ha inciso per la &#8220;Schema&#8221; di Bari e la &#8220;Harpos Bazar&#8221; di Bologna. Ha fondato insieme a Mauro Tre, Michele Colaci e Massimiliano Ingrosso gli ‘Intensive‘. Ha suonato e inciso con ‘Tax Free’. Attualmente collabora con Livio Minafra (pianista fisarmonicista, &#8220;nuovo talento Musica Jazz 2009&#8243;) con il quale suona in duo, ed in trio con Vincenzo Mazzone (batterista) . Con l&#8217;ensemble diretto da  Livio Minafra e Luigi Morleo (percussioni) partecipa, insieme a Gianni Ciliberti (clarinetto), Giuseppe Scarati (basso tuba) , Gaetano Simone (violoncello) al progetto &#8221; &#8216;Ngracalate Oce &#8220;, ideato da Angelo Pellegrino dove i &#8220;canti alla stisa&#8221; delle &#8216;Ngracalate&#8217;, sette signore cantatrici di Borgagne, si uniscono alla composizione e all&#8217;improvvisazione jazz. Ha suonato nella Big Band di Simone Borgia. Suona free jazz con Mauro Tre (pianoforte) e con Giorgio Vendola (contrabbasso).  Con Max Ingrosso (batteria) suona in duo utilizzando oltre ai sassofoni un antico armonium. Collabora con Roberto Gemma alla realizzazione  di pezzi originali.</p>
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		<title>Brown vs Brown</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 20:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Brown vs Brown&#8221; sono un quartetto free-jazz/math-rock che si è formato ad Amsterdam nel 2004, da una confluenza di musicisti drasticamente differenti per età, nazionalità e background musicali. La musica che ne è risultata è un caleidoscopico avvicendarsi di ritmi amputati,clamorose impennate e cambi di direzione,vorticosi intrecci elettrici e dinamiche mozzafiato. Una musica altamente personale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"><span><span>&#8220;Brown vs Brown&#8221; sono un quartetto free-jazz/math-rock che si è formato</span> <span>ad Amsterdam nel 2004, da una confluenza di musicisti drasticamente</span> <span>differenti per età, nazionalità e background musicali. La musica che ne</span> <span>è risultata è un caleidoscopico avvicendarsi di ritmi amputati,clamorose impennate e cambi di direzione,vorticosi intrecci elettrici e dinamiche mozzafiato. Una musica altamente personale e intelligente,</span><span>ricca di popular appeal e venata di freak-funk, math-rock e di tutto ciò</span> <span>che non annoia nel rock e nel jazz. Tutto questo ha contribuito in breve</span> <span>tempo a creare quello che ormai nel settore viene esplicitamene indicato</span> <span>come &#8220;Brown-sound&#8221;, a indicare l&#8217;elevata qualità e originalità raggiunta</span> <span>dalla band.È un progetto corale e collettivo in cui ogni membro apporta</span> <span>il proprio contributo compositivo e che li porta a spendere la maggior</span> <span>parte del tempo a raffinare e rifinire il sound.</span><br />
<span><span>In questi anni i &#8220;Brown vs Brown&#8221; hanno tenuto numerosi concerti in</span> <span>Olanda, Italia, Austria, Slovenia e Germania, lasciando il segno su</span> <span>ambienti e pubblici di ogni genere, dai templi consacrati del jazz</span> <span>europeo ai più oscuri luoghi del rock alternativo.</span><span><span>Nel 2007 è uscito il loro ultimo CD &#8220;Twitch and Shout&#8221;, pubblicato</span> <span>dall&#8217;etichetta discografica australiana PAO-records.</span></span></span></span></p>
<p style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"><span><span><span><br />
<span><span><span><span><span>Dicono di loro:</span><br />
<span><span>&#8216;Il suono di Brown vs Brown è compatto e denso di immaginazione: provate</span> <span>a pensare ad uno specchio doppio, incernierato in mezzo e alle varie</span> <span>combinazioni che ne possono derivare muovendo continuamente le due</span> <span>superfici, nel tentativo di rifrangere la luce. Le loro scorribande sono</span> <span>assolutamente libere, incuranti di ogni sconfinamento di territorio ed</span> <span>esplicitano con forza le energie del rock in un contesto decisamente</span> <span>free, senza dare segni di incertezza o ripensamenti. Il basso elettrico</span> <span>di Nybacka borbotta frasi secche e taglienti, la batteria di Jäger è</span> <span>impetuosa e spesso frenetica, la chitarra di Kimman è scoppiettante ad</span> <span>intermittenza, con fiammate livide e guizzanti che si inerpicano attorno alla ritmica. In posizione più centrale si assestano le frasi</span> <span>attorcigliate del sax di Bruinsma, perse in un delirio che sa di</span> <span>progressive e di free-jazz al calore bianco. In realtà il progetto è</span> <span>certamente uno sforzo collettivo e alla fine le quattro forze si sommano</span> <span>in maniera uniforme e complementare, senza lasciare scarti o residui</span> <span>indeterminati.&#8217; Maurizio Comandini, All About Jazz, July 2006</span><br />
<span><span><span>Siamo di fronte a qualcosa di particolare e raffinato.</span><br />
<span>Non capita tutti i giorni di sintonizzarsi sulla propria stazione</span> <span>radiofonica preferita e sentire qualcosa del genere. Potremmo subito</span> <span>pensare al funk, al math-rock, a qualcosa che assomigli al jazz e</span> <span>ancora, in certi tratti, ad uno Stravinskij, uno Schoenberg od un</span> <span>Bartok. Solide strutture ritmiche sorreggono grandi gare</span> <span>contrappuntistiche tra contralto e chitarra con un nesso ora imitativo,</span> <span>in un dialogo a più voci dai tratti fughistici, ora basato su graffianti</span> <span>opposizioni in una miscela che ha il sapore d&#8217;avanguardia.</span><br />
<span>Ostinati rockeggianti mettono in risalto elementi motivici giusto per il</span> <span>tempo occorrente a memorizzarli per poi lasciarli svanire in atmosfere</span> <span>dai contorni meno evidenti.</span><br />
<span>Forti trame che ben presto si sfilacciano per dar spazio ad elementi</span> <span>subito nuovi che si affacciano, si impongono momentaneamente per poi</span> <span>riannodarsi su se stessi. Una musica che dosa sapientemente diversi</span> <span>livelli energetici dando importanza alla preziosità del silenzio.Senza</span> <span>far mai mancare una spessa ricchezza di tessuto sonoro.</span><span>Mi chiedo se un evento del genere sia a testimonianza della</span> <span>reincarnazione di un vecchio signore chiamato &#8220;Jazz&#8221; oppure di una sua</span> <span>dignitosissima sepoltura in eredità ad un nuovo nascituro&#8230;oppure, come</span> <span>direbbero i Brown vs Brown, di &#8220;&#8230;tutto ciò che del jazz non risulta</span> <span>noioso.&#8221; Una concezione bilaterale del tempo nella quale è possibile</span> <span>trovare un ospitale ricovero oppure un muro da abbattere per raggiungere</span> <span>livelli diversi di produzione e fruizione della musica quasi al limite</span> <span>col dialettico e con il caos universale.</span><span>L&#8217;altissimo livello tecnico permette di presentarci un prodotto assai</span> <span>credibile senza mai stancare o mettere in crisi l&#8217;ascoltatore.</span><span>Una musica nella quale è possibile perdersi ma solo se si è impreparati</span> <span>o se lo si vuole realmente.</span><br />
<span>&#8220;up-scena indipentente&#8221;/PISA Tommaso Novi</span><br />
</span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
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